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Builders of the future

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Svizzera

Westside Bern


A Berna, in Svizzera, nell’ottobre del duemila e otto  è stato inaugurato il centro commerciale e del tempo libero, con caratteristiche innovative “Westside” a Brünnen, una località limitrofa alla capitale svizzera. Progetto dell’archistar Daniel Libeskind, in joint venture con lo studio Burckhardt &  Partner AG. Su una superficie di oltre 85 mila metri quadrati, proprio sopra una tangenziale : supermercati, case, hotel, casa di riposo, grandi magazzini, centri di benessere, negozi specializzati, centri termali, saune, aziende gastronomiche e un imponente cinema multisala accolgono ogni giorno gli oltre 10 mila clienti “affamati” di acquisti e divertimento.

“Westside”, tra la progettazione e l’edificazione, ha dovuto superare parecchi ostacoli: numerose le proteste per rendere più eco-sostenibile il progetto dal costo di oltre 520 milioni di franchi. Il «Westside» si trova proprio in corrispondenza di un’uscita dell’autostrada e il collegamento con i mezzi di trasporti è unico per efficienza e funzionalità: una stazione della S-Bahn direttamente all’entrata principale, due linee di autobus, ecc., fanno del centro storico di Berna, una destinazione facilmente raggiungibile. Le varie associazioni ambientaliste di cittadini, con i loro ricorsi, hanno preteso delle misure per ridurre l’impatto sull’ambiente della nuova costruzione, soprattutto  per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico e acustico. Molto diffuso in tutto il complesso, l’impiego di energie rinnovabili, tanto che la costruzione rispetta lo standard Minergie.

Tutto l’edificio è rivestito, in moltissime parti in legno, le vetrate sono numerose, all’ingresso carraio ad accogliere gli automobilisti, un grande scivolo della piscina interna. Un grande mercato urbano, con attorno punti di soggiorno e residenzialità, una maniera nuova ed innovativa di intendere il centro commerciale. Oggi che il centro “Westside” è stato raggiunto da una linea di tram che conduce direttamente nel centro di Berna, l’edificio, persi quelle tonalità tipiche del legno appena posato, si inserisce in maniera molto brillante nel contesto agricolo bernese.

http://www.westside.ch/Home


Con il rispetto del copyright delle immagini selezionate

Omaggio a Livio


Case tradizionali a Sosogno (Val Verzasca)

Sono stato a parecchie conferenze di Livio Vacchini, il grande architetto svizzero (di Locarno), purtroppo morto qualche anno fa, dopo una lunga depressione (Locarno, 27 febbraio 1933 – Basilea, 2 aprile 2007). Di lui mi ha sempre colpito la sua “burbera schiettezza”, e l’essere “fuori dagli schemi”, come i veri cavalli di razza. La sua architettura, quasi classica, sublimava nelle ascetiche e semplici proporzioni compositive, il feeling con il moderno, con Le Corbusier. Vorrei qui parlare di un suo piccolo edificio a Vogorno in Val Verzasca, realizzato a metà degli anni ottanta del Novecento: casa Rezzonico. Livio Vacchini non amava molto, questo progetto, divenuto, contro la sua volontà un emblema del recupero “colto ed intelligente” dell’architettura tradizionale della Val Verzasca.

Ponte romano (Val Verzasca)

La Val Verzasca è una bellissima valle, situata a circa 135 chilometri da Milano, con una storia unica e complessa, i primi insediamenti nella zona, in particolare presso la foce della Verzasca, risalgono al neolitico. Risale al settimo  secolo avanti Cristo il “Sass di Striöi” (Pietra delle Streghe) di Berzona (una frazione di Vogorno), un masso su cui sono stati incise croci e due forme di piede. A Tenero si trova un’importante necropoli romana dei primi secoli dopo Cristo: scoperta nel 1880, vi sono stati ritrovati anfore ed oggetti in bronzo ora custoditi presso il Castello dei Visconti di Locarno.  La Val Verzasca è situata nel centro geometrico di Ticino. È circondata dalle montagne con dei passi all’altitudine di circa 2000-2500 metri e a un sola strada d’accesso da Gordola. La valle e molto stretta e si estende per circa 25km.. Verzasca è considerata una delle valli più selvagge di Ticino, ed è riuscita di conservare sua bellezza primigenia e l’architettura tradizionale nella forma dei rustici di pietra.

I monti della Val Verzasca

Le numerose e spettacolari cime con vista sul Vallese e sulle Alpi Bernesi, e i passi che conducono alle valli adiacenti, rendono la Valle Verzasca un luogo molto frequentato dagli amanti del Trekking d’alta montagna e del Rafting. L’intera valle è punteggiata dai tipici “rustici” di pietra grigia (Gneiss), con bordi bianchi alle finestre e pesanti tetti di pietra. Le Cappelle lungo i sentieri testimoniano della fede religiosa dei valligiani; in particolare si ricorda la “Cappella del Vescovo” a Gordola, fatta costruire nel 1669  dal vescovo di Como, Ambrogio Torriani, dopo essersi salvato da una pericolosa caduta da cavallo.

Casa Rezzonico a Vogorno

Ritornando alla Casa Rezzonico di Livio Vacchini, l’architetto, ha raccontato in una conferenza, qualche anno prima della sua morte, che originariamente il suo intento era quello di costruire una casa in cemento armato, con i muri in pietra (Gneiss), come in uso nell’architettura tradizionale locale, ma rigorosamente con il tetto piano. Poi, dopo una lunga diatriba con l’amministrazione comunale di Vogorno e soprattutto con il tecnico, si era deciso a dare una risposta, provocatoria ed alternativa a queste “insistenti richieste”. L’edificio venne quindi riproposto esattamente identico come il progetto originario, con un’unica variante, sul tetto piano era stato appoggiato un duplice tetto a struttura lignea e falde in pietre locali. I due tetti, quindi denunciavano, nella loro inutile funzionalità, la loro “addizione” puramente decorativa, di una non condivisa imposizione.

Ai più, però, l’edificio Vacchini, con due tetti in “piotte”, garbava, in quanto citazione colta dell’architettura tradizionale locale, cosa che così non è. Di fatto è un “ibrido” molto equilibrato, dove ciò che è stato imposto, valorizza la modernità “voluta” del piccolo edificio, che costituisce un “ponte” tra Passato e Futuro. Soprattutto, un esempio di come si salvaguarda il paesaggio dandogli contemporaneità. Un grande insegnamento di umiltà, da un  “maestro” dell’architettura, soprattutto per noi Italiani, che spesso cadiamo nelle “sabbie mobili” delle Sovrintendenze ai Monumenti, ed a vincoli paesaggisti beceri, applicati da tecnici incapaci, che, più che salvaguardare il paesaggio, lo danneggiano per sempre.

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Cul zuffel e l’aura dado


Succede in Svizzera, nei Grigioni a Disentis / Munster. Dove gli uomini danno ancora un senso a quello che fanno, e dove le parole ed i progetti cercano di interpretare il significato del nostro “transito terrestre”. Gli ultimi quarantacinque secondi del filmato, in tal senso, contengono delle parole illuminanti dette da un grande uomo !

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Padiglione Svizzero per l’Expo Milano 2015



E poi si legge, in rete, che alcuni “illusi” sperano ancora che Expo 2015, non si faccia, o possa essere ancora  rifiutata dall’Amministrazione Comunale di Milano.

La macchina è ormai lanciata e non può essere più interrotta! Lo testimonia molto bene il bando di idee (che allego quì sotto) che la Nazione Svizzera ha lanciato questa estate per progettare il suo padiglione. Un bando a cui lo stesso comitato organizzatore ha dato le norme tecniche, che hanno poco di verde e tanto di “costruito” (edificabile il 70% dell’area a disposizione della Svizzera, per 17 metri massimo di altezza, ben oltre 5 piani), un bando, che se moltiplichiamo per le centinaia di nazioni invitate, ci dà già un’idea “reale” di ciò che sarà fatto nell’area di Rho/Pero. Quindi più che “critiche sterili”, o inutili richieste di “improbabili referendum” (per fare o meno Expo 2015) in merito, sarebbe meglio concentrarsi su questa realtà ineluttabile per vedere di dargli “poi” un futuro migliore, soprattutto nell’intorno, fuori dai terreni di Rho/Pero, dove vi sarà la vera cementificazione (Cascina Merlata, Polo Medico Sacco, ecc.), di quella che sarà l’Esposizione Universale di Milano 2015.

Dal 1° maggio al 31 ottobre 2015, avrà luogo al nuovo polo fieristico Milano Rho, l’Esposizione Universale Expo Milano 2015 all’insegna del tema «Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita». Per maggiori informazioni, si può consultare il sito http://www.expo2015.org. L’Expo è articolata in un certo numero di sottotemi. L’appendice I contiene informazioni sul tema dell’esposizione e sulle modalità di realizzazione dei padiglioni. Per evitare che i partecipanti puntino esclusivamente sugli aspetti architettonici, gli organizzatori richiedono una riflessione approfondita sulla tematica.

Uno studio eseguito in Italia nella primavera 2011 da Presenza Svizzera ha evidenziato che la popolazione italiana (in particolare in Lombardia) conosce la Svizzera solo superficialmente. Ad esempio, manca la consapevolezza della prossimità culturale e linguistica tra i nostri due Paesi. La partecipazione svizzera all’Expo Milano 2015, preceduta da un programma di attività in Italia, è un’occasione unica per promuovere una migliore conoscenza della Svizzera e una maggiore attenzione da parte degli organi di comunicazione e dei leader d’opinione della vicina penisola, e di rafforzare le relazioni bilaterali. Considerata la prossimità di Milano al nostro territorio la Svizzera beneficerà di un indubbio vantaggio che le consentirà pra- ticamente di «giocare in casa».

Allo scopo di trovare valide proposte per l’orientamento tematico del Forum Svizzero dell’Expo 2015, il DFAE, Presenza Svizzera, bandisce un concorso di progetti anoni- mo mediante procedura selettiva a due fasi. Il concorso si rivolge a gruppi interdisciplinari in grado di presentare un’idea originale per la realizzazione del Padiglione svizzero. I gruppi che superano la prima fase di selezione dovranno completare la squadra con un architetto qualificato per elaborare, nel senso di un mandato successivo, il loro progetto in vista della pubblicazione della gara d’appalto (impresario generale o singoli impresari) garantendo l’esecuzione formale del progetto nonché la di- rezione artistica dei lavori.

L’obiettivo del concorso indetto da Presenza Svizzera è quello di giungere a un risultato che consenta alla Svizzera di presentarsi all’Expo 2015 in modo attrattivo, innovativo e al contempo sorprendente sia nei contenuti che nella modalità di realizzazione. Va tenuto conto del tema dell’esposizione e dei risultati dello studio sull’immagine che gli italiani hanno del nostro Paese . Il progetto deve reggere il confronto con quelli degli altri Paesi partecipanti, attirare l’attenzione del pubblico e degli organi di comunicazione, e lasciare un’impronta indelebile in rapporto alla Svizzera e alla tematica dell’Expo.

La superficie totale del Forum Svizzero è di 4433 m2. La superficie edificata può occupare al massimo il 70% del totale. Le costruzioni possono raggiungere al massimo 17 m di altezza. Come precisato nell’appendice IV, i diversi elementi dovranno essere disposti su uno o più piani.

L’iscrizione per l’ottenimento dei documenti di partecipazione è possibile fino al : 05.09.2011

Questa estate, durante le vacanze, ai primi di agosto, ho passato alcuni giorni a Bellinzona in Svizzera, a casa di un amico.  Tutti quelli che ho incontrato a chiedermi, oltre che della situazione politica italiana, anche e sopratutto dell’Expo 2015, di come sarà, della grande occasione che si gioca Milano, l’Italia e di riflesso la Svizzera. Loro, gli svizzeri, di Expo, ne hanno fatta una nel 2002 (http://www.swissinfo.ch/ita/2002–l-anno-dell-expo/3043170), localizzata sui laghi, che poi è stata smontata e ripristinati i luoghi esattamente così come erano prima dell’Expo! Ecco su questo, forse, si può lavorare, anche se quella svizzera fu un vero e proprio “fiasco” dal punto di vista economico, come d’altronde la maggior parte delle Expo.

http://europaconcorsi.com/competitions/174634

Dal materiale del bando di concorso, dove improvvisamente nel “Pratone/Orto planetario”, appaiono centinaia di padiglioncini
 

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Vals – Valsertal


Cappella di S. Benetegt

“L’architettura ha il suo proprio ambito di esistenza. Ha con la vita un rapporto corporeo. Personalmente non la ritengo né messaggio, né segno, bensì involucro e sfondo della vita che scorre. Un recipiente sensibile per il ritmo dei passi sul pavimento, per la concentrazione del lavoro, per il silenzio del sonno. […] Produrre delle immagini interiori è un processo naturale che tutti conosciamo. E’ parte integrante del pensare. Pensare associativamente, selvaggiamente, liberamente, ordinatamente, e sistematicamente per immagini, per mezzo di immagini architettoniche, spaziali, colorate e sensoriali; ecco la mia definizione prediletta del progettare” (Peter Zumthor, Pensare Architettura)

Ho condiviso con due cari amici le acque ferrose di una valle luminosa incastonata tra le montagne dei Grigioni, nella Svizzera interna. Siamo partiti da Milano (ore 8,30 del 3/o7/2011), in una di quelle giornate di luglio calde ed umide (30 gradi, oltre il 65% di umidità), che fanno venire voglia solamente di fuggire da questa triste e caotica città. Velocemente ci siamo incamminati per “la Via delle Genti” (E 35) l’autostrada, disegnata con colta sapienza paesaggistica, da Rino Tami, che attraversa tutto il Canton Ticino. Poi a Biasca, lasciata l’autostrada, abbiamo preso per il Passo del Lucomagno (aperto da maggio ad ottobre). La giornata era soleggiata, ma molto fresca, al passo (1914 metri) la temperatura non superava i 14 gradi.

 Lucomagno

Siamo poi siamo discesi, abbandonando il Canton Ticino, per arrivare a Disentis/Munster, cittadina importante dei Grigioni. A Disentis è possibile visitare la stalla didattica, con vendita di formaggio,  Sennaria Surselva (poco prima del paese) progetto dell’architetto Gion Caminada, che ha ricevuto un ambito premio dell’ordine degli architetti svizzero (S.I.A.). Il Cantone dei Grigioni è per superficie uno dei maggiori della Svizzera, che è una confederazione di Cantoni, a Democrazia Diretta. Solo nel decennio 1970-2003, nei Grigioni hanno votato referendum popolari per ben 262 volte. Arrivati a Somvix, abbiamo preso per il paese di S. Benedetg, dove era prevista la nostra prima tappa, per visitare l’affascinante cappella lignea del paesino, incastonata su un crinale che domina la valle e le montagne, costruita nel 1988 da Peter Zumthor. Scrive il progettista: “Lavoro nei Grigioni, in un villaggio rurale, attorniato dalle montagne; lavoro a partire da questo luogo ed è lì che vivo. Talvolta mi chiedo se ciò influenzi il mio lavoro e del resto non mi dispiacerebbe immaginare che così potrebbe essere” (P. Zumthor – Pensare architettura – Mondatori Electa 2003). Alle 12,15, consumiamo seduti su una delle fontane del paese un frugale pasto al “sacco” che ci siamo portati da casa (la Svizzera è per noi italiani, che non abbiamo un cambio favorevole con l’euro, molto cara).

Somvix

Alle 13,00 partiamo in direzione della nostra meta, le terme di Vals, dove arriviamo, tra paesaggi montani ameni dominati dalle acque che percolano dai monti, alle 14,00. Visitiamo il paese, con stupende abitazioni lignee di chiara impostazione Walser, risalenti al XV secolo. Alle 14,30 arriviamo, ed entriamo, alle terme di Vals, disegnate e realizzate dal noto architetto svizzero, Zumthor, una delle archistar mondiali, che però rifiuta i progetti troppo onerosi e si accontenta di progettare solamente quello che riesce a realizzare nel suo piccolo studio/abitazione di Haldenstein vicino a Coira.  Scrive Peter Zumthor “ Le terme di Vals  non sono un’esibizione di giochi acquatici alla moda; esprimono , piuttosto, la silenziosa primaria esperienza del bagnarsi, lavarsi, rilassarsi nell’acqua, dal contatto del corpo con la pietra e con l’acqua a diverse temperature e in differenti situazioni. Uno spazio interno continuo, simile ad un sistema geometrico di caverne, si sviluppa attraverso una struttura di grandi blocchi di pietra e si amplia a partire dagli stretti corridoi a contatto con la montagna fino al prospetto principale, in cui sono ritagliate ampie aperture affacciate sul mondo esterno.” (P. Zumthor – Pietra e acqua – Casabella n° 648 – settembre 1997). Poi finite le abluzioni, rilassati, ed empi di bellezza, a sera, siamo tornati, attraversando il Passo del San Bernardino e la Val Mesolcina, verso Bellinzona. E da qui a Milano, dove siamo arrivati verso le 21,30 proprio all’inizio di un temporale estivo. In tutto 483 chilometri (230 da Milano a Vals, 253 da Vals a Milano).


 Vals – Valsertal
 
http://www.therme-vals.ch/it/#
 

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