Cappella di S. Benetegt

“L’architettura ha il suo proprio ambito di esistenza. Ha con la vita un rapporto corporeo. Personalmente non la ritengo né messaggio, né segno, bensì involucro e sfondo della vita che scorre. Un recipiente sensibile per il ritmo dei passi sul pavimento, per la concentrazione del lavoro, per il silenzio del sonno. […] Produrre delle immagini interiori è un processo naturale che tutti conosciamo. E’ parte integrante del pensare. Pensare associativamente, selvaggiamente, liberamente, ordinatamente, e sistematicamente per immagini, per mezzo di immagini architettoniche, spaziali, colorate e sensoriali; ecco la mia definizione prediletta del progettare” (Peter Zumthor, Pensare Architettura)

Ho condiviso con due cari amici le acque ferrose di una valle luminosa incastonata tra le montagne dei Grigioni, nella Svizzera interna. Siamo partiti da Milano (ore 8,30 del 3/o7/2011), in una di quelle giornate di luglio calde ed umide (30 gradi, oltre il 65% di umidità), che fanno venire voglia solamente di fuggire da questa triste e caotica città. Velocemente ci siamo incamminati per “la Via delle Genti” (E 35) l’autostrada, disegnata con colta sapienza paesaggistica, da Rino Tami, che attraversa tutto il Canton Ticino. Poi a Biasca, lasciata l’autostrada, abbiamo preso per il Passo del Lucomagno (aperto da maggio ad ottobre). La giornata era soleggiata, ma molto fresca, al passo (1914 metri) la temperatura non superava i 14 gradi.

 Lucomagno

Siamo poi siamo discesi, abbandonando il Canton Ticino, per arrivare a Disentis/Munster, cittadina importante dei Grigioni. A Disentis è possibile visitare la stalla didattica, con vendita di formaggio,  Sennaria Surselva (poco prima del paese) progetto dell’architetto Gion Caminada, che ha ricevuto un ambito premio dell’ordine degli architetti svizzero (S.I.A.). Il Cantone dei Grigioni è per superficie uno dei maggiori della Svizzera, che è una confederazione di Cantoni, a Democrazia Diretta. Solo nel decennio 1970-2003, nei Grigioni hanno votato referendum popolari per ben 262 volte. Arrivati a Somvix, abbiamo preso per il paese di S. Benedetg, dove era prevista la nostra prima tappa, per visitare l’affascinante cappella lignea del paesino, incastonata su un crinale che domina la valle e le montagne, costruita nel 1988 da Peter Zumthor. Scrive il progettista: “Lavoro nei Grigioni, in un villaggio rurale, attorniato dalle montagne; lavoro a partire da questo luogo ed è lì che vivo. Talvolta mi chiedo se ciò influenzi il mio lavoro e del resto non mi dispiacerebbe immaginare che così potrebbe essere” (P. Zumthor – Pensare architettura – Mondatori Electa 2003). Alle 12,15, consumiamo seduti su una delle fontane del paese un frugale pasto al “sacco” che ci siamo portati da casa (la Svizzera è per noi italiani, che non abbiamo un cambio favorevole con l’euro, molto cara).

Somvix

Alle 13,00 partiamo in direzione della nostra meta, le terme di Vals, dove arriviamo, tra paesaggi montani ameni dominati dalle acque che percolano dai monti, alle 14,00. Visitiamo il paese, con stupende abitazioni lignee di chiara impostazione Walser, risalenti al XV secolo. Alle 14,30 arriviamo, ed entriamo, alle terme di Vals, disegnate e realizzate dal noto architetto svizzero, Zumthor, una delle archistar mondiali, che però rifiuta i progetti troppo onerosi e si accontenta di progettare solamente quello che riesce a realizzare nel suo piccolo studio/abitazione di Haldenstein vicino a Coira.  Scrive Peter Zumthor “ Le terme di Vals  non sono un’esibizione di giochi acquatici alla moda; esprimono , piuttosto, la silenziosa primaria esperienza del bagnarsi, lavarsi, rilassarsi nell’acqua, dal contatto del corpo con la pietra e con l’acqua a diverse temperature e in differenti situazioni. Uno spazio interno continuo, simile ad un sistema geometrico di caverne, si sviluppa attraverso una struttura di grandi blocchi di pietra e si amplia a partire dagli stretti corridoi a contatto con la montagna fino al prospetto principale, in cui sono ritagliate ampie aperture affacciate sul mondo esterno.” (P. Zumthor – Pietra e acqua – Casabella n° 648 – settembre 1997). Poi finite le abluzioni, rilassati, ed empi di bellezza, a sera, siamo tornati, attraversando il Passo del San Bernardino e la Val Mesolcina, verso Bellinzona. E da qui a Milano, dove siamo arrivati verso le 21,30 proprio all’inizio di un temporale estivo. In tutto 483 chilometri (230 da Milano a Vals, 253 da Vals a Milano).


 Vals – Valsertal
 
http://www.therme-vals.ch/it/#
 

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