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#Razionalismo

ISOLA COMACINA


Pietro  Lingeri, il grande architetto (Tremezzo, 25 gennaio 1894 – Tremezzo, 15 maggio 1968), è  stato un esponente di spicco del razionalismo italiano.

Qui sull’Isola antistante ad Ossuccio, dove complici i belgi, l’Accademia dei Brera, e lo stesso regime mussoliniano, ha forse dato il meglio di sé nella realizzazione di tre residenze per artisti, unendo una attenzione per il luogo alla poetica razionalista.

Infatti si è volutamente rifatto ad un edificio di Le Corbusier e Pierre Jeanneret, la casa nota come “Le Sextant” del 1935 a Le Mathes sul Golfo di Biscaglia (costa atlantica della Francia).

Le tre case, una diversa dall’ altra per dimensioni e dettagli costruttivi, seppur simili, si inseriscono perfettamente nel paesaggio dell’ isola, che fu in passato una cittadella fortificata, per poi diventare un luogo di culto, legato a diverse comunità religiose. Lingeri sull’Isola Comacina, raduna tutti gli elementi materici e paesaggistici di questa parte del Lago di Como: la Pietra di Moltrasio, il legno di castagno, ma anche l’abete rosso ed il rovere per i pavimenti. Il camino sul tetto a simulare le fattezze del campanile della chiesa di Ossuccio…..una sapiente “spruzzatina” di LC……ERA GIÀ GENIUS LOCI ! Nel 1938/1940. –

Case per artisti – complesso, Sentiero degli artisti – Tremezzina (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali https://share.google/38altZAC5rhk0eiTh


Campanile della chiesa di Ossuccio, dedicata a Santa Maria Maddalena
Immagine tratta da Google Maps

on il rispetto del copyright delle immagini selezionate

Un obbrobrio.


Questo articolo, e le relative immagini, sono il frutto del bellissimo sopralluogo notturno dell’edificio per appartamenti Novocomum progettato dall’architetto Giuseppe Terragni a Como, avvenuto il 22 novembre 2025 (nell’ ambito della manifestazione “Slow Lake Como”) tra le ore 18,30 e le 20,00 sotto la colta regia del Presidente dell’Archivio Terragni (Arch. Attilio Terragni).

Ciò ha consentito di poter visionare anche i locali dell’Archivio Terragni e la interessante mostra allestita per l’occasione inerente l’edificio.

Il nome Novocomum della società edificatrice, deriva dall’unione di “Novo” (nuovo) e “comum” (in riferimento a Como); l’edificio è considerato un manifesto del razionalismo architettonico italiano.

Le forme innovative del Novocomum edificato tra il 1927 ed il 1928, e le sue pareti senza decorazioni, scandalizzarono gli ignari discendenti dei comacini, che appellavano la nuova costruzione come un “obbrobrio”.

Anche perché il Novocomum, si andava a collocare (completando un lotto) proprio in adiacenza ad un edificio esistente in stile storicista, ricco di decorazioni.

Il Commissario prefettizio di Como, com’è noto, salutò la prima casa moderna costruita in Italia con un singolare decreto. Vi si leggeva: – In seguito all’avvenuta costruzione in contrasto coi criteri espressi dalla commissione di ornato di un palazzo in stile razionalista….ha nominato una commissione….col compito di stabilire se esso costituisca elemento di deturpazione della zona, ed eventualmente se e di quali modificazioni sia suscettibile – (Stralcio di pagina 13 del bel testo di Mario Labo’ intitolato a Giuseppe Terragni, nella collana edita dalla casa editrice “Il balcone” di Milano, nel 1947).

Rimasta intatta, la casa, anche alle vicissitudini della Seconda Guerra Mondiale fu sarcasticamente battezzata dai comacini “Transatlantico”.
























SOPRA – Vista dalla copertura praticabile, a terrazza comune, del Novocomum

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