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Natura

La vita segreta delle piante


Uno spazio ritagliato in uno dei parchi più belli d’Europa, i giardini di Kensigton, un ritaglio nero, rettangolare, rivestito ovunque di trame organiche di yuta, impregnate di resina nera. Un luogo di pace, riflessione e di silenzio all’interno di una delle più grandi città del Mondo. Al centro un terreno, costruito con piante da sogno per realizzare un giardino naturale. Una specie di grande epicentro, dove per arrivarci bisogna percorrere un lungo corridoio oscuro, senza contatti diretti tra l’esterno e l’interno. E’ come un “urlo” a mettere al centro dei nostri pensieri il paesaggio, che segna la superficie della Terra, che è parte della nostra storia su questo pianeta. Milioni, miliardi di piante, ogni giorno reagiscono al sole, al vento, alla pioggia, crescono, producono l’ossigeno necessario alla nostra vita, ci alimentano. Organismi silenziosi che ci circondano, con la loro presenza discreta, fatta anche di personalità e di carattere, che inevitabilmente ci condiziona ed orienta, magari inconsapevolmente. Piet Oudolf, grande paesaggista olandese, per l’ennesima volta ci regala quasi un luogo comune, un punto di contatto “intimo” tra noi e le piante. Quasi una dichiarazione d’intenti, che con le piante e la loro disposizione, si possa creare un Mondo, un “Mondo Nuovo”. Quì nel giardino del Padiglione provvisorio della Serpentine Gallery 2011 di Londra,  per lunghi attimi, sostando in silenzio,  si può perdere la dimensione del tempo e ritrovarsi in un universo colorato, profumato, in cui tutto sembra perfetto. L’architettura è qui solamente il contenitore discreto, di quello che sta al suo interno. Piet Oudolf, dichiara il progettista dell’edificio, lo svizzero Peter Zumthor : “mi dice che farfalle ed api amano l’odorato dei fiori scelti”.

Con il rispetto del copyright delle immagini selezionate

L’uomo antibiologico


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L’uomo persegue, con ossessione metodologica, una strada antibiologica, tesa a costruire, fuori di sè un sapere innaturale, contrario alle regole ed ai principi della Natura. Un “sapere come rete di modelli”, in cui la cultura è appresa e non è riducibile alla dimensione biologica dell’uomo. Una rete geometrica, astratta, matematica, che spesso si cerca di “spacciare” come simbionte della natura, ma che invece è da essa completamente distante ed avulsa.

Come scrive Claudio Magris nel bellissimo articolo – L’urlo della natura – pubblicato a pag. 34 del Corriere della Sera di Domenica 13 marzo 2011 : “L’orgoglio dell’uomo che con la sua tecnica soggioga la natura o l’invettiva contro questo orgoglio partono da un abbaglio: dalla contrapposizione fra l’uomo e la natura e dalla contrapposizione, altrettanto fallace, fra naturale ed artificiale……L’uomo non sta devastando – La Natura – ma sta compiendo un altro peccato, più autodistruttivo che distruttivo: sta spesso minacciando non la natura, ma se stesso, la propria specie”.

Alla Natura, dell’uomo, molto probabilmente non importa nulla, perchè essa non ha piani, non ha progetti, non ha modelli,  essa (la Natura) è puramente caos sublime, disordine, che ogni tanto trova instabili e momentanei equilibri, o mimetismi di tali equilibri, a cui noi specie umana attribuiamo il significato di “ordine”, che invece non è.

La Natura è infinita ed eterna, mentre noi, specie umana, siamo finiti ed abbiamo solamente un illusoria speranza di eternità, per nulla realizzabile; e ciò ci rende arroganti, presuntuosi, capaci di modificare, di distruggere il nostro intorno e la natura all’abbisogna.

Ecco io vedo nelle immagini dello Tsunami, dell’Oceano Pacifico, che invade la pianura irrigua di Sedai nella Prefettura di Miyagi, distruggendo colture, conurbazioni, canali, e tante vite umane, la Natura che riafferma la propria dimensione, la propria indifferenza : Il Caos sublime. Distruggendo la rete, l’ordine geometrico della specie umana, di fatto inutile, ridicolo ed insignificante rispetto all’eternità, all’infinito.

Alla fine, non rimarrà molto di noi specie umana, del nostro transito terrestre.

Sendai prima dello Tsunami  26.02.11                    Sendai dopo lo Tsunami 12.03.11

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