Uno spazio ritagliato in uno dei parchi più belli d’Europa, i giardini di Kensigton, un ritaglio nero, rettangolare, rivestito ovunque di trame organiche di yuta, impregnate di resina nera. Un luogo di pace, riflessione e di silenzio all’interno di una delle più grandi città del Mondo. Al centro un terreno, costruito con piante da sogno per realizzare un giardino naturale. Una specie di grande epicentro, dove per arrivarci bisogna percorrere un lungo corridoio oscuro, senza contatti diretti tra l’esterno e l’interno. E’ come un “urlo” a mettere al centro dei nostri pensieri il paesaggio, che segna la superficie della Terra, che è parte della nostra storia su questo pianeta. Milioni, miliardi di piante, ogni giorno reagiscono al sole, al vento, alla pioggia, crescono, producono l’ossigeno necessario alla nostra vita, ci alimentano. Organismi silenziosi che ci circondano, con la loro presenza discreta, fatta anche di personalità e di carattere, che inevitabilmente ci condiziona ed orienta, magari inconsapevolmente. Piet Oudolf, grande paesaggista olandese, per l’ennesima volta ci regala quasi un luogo comune, un punto di contatto “intimo” tra noi e le piante. Quasi una dichiarazione d’intenti, che con le piante e la loro disposizione, si possa creare un Mondo, un “Mondo Nuovo”. Quì nel giardino del Padiglione provvisorio della Serpentine Gallery 2011 di Londra,  per lunghi attimi, sostando in silenzio,  si può perdere la dimensione del tempo e ritrovarsi in un universo colorato, profumato, in cui tutto sembra perfetto. L’architettura è qui solamente il contenitore discreto, di quello che sta al suo interno. Piet Oudolf, dichiara il progettista dell’edificio, lo svizzero Peter Zumthor : “mi dice che farfalle ed api amano l’odorato dei fiori scelti”.

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