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Builders of the future

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Mobilità sostenibile

THE GAME


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Immagine tratta da Google Earth

Duemila partecipanti, tre giorni di lavoro ( 15, 16, 17 dicembre 2016 ), storie di contributi: si è chiusa così i tre giorni di workshop (“Dagli scali, la nuova città”) sul futuro degli scali ferroviari voluta da Sistemi Urbani, Società delle Ferrovie dello stato, e dal Comune di Milano. Officina molto CRITICA perchè svolto velocemente, sotto Natale, senza che i più, i meno dell’architettura milanese, possono dire la loro. “Una operazione poco democratica e falsamente condivisa e partecipata, anche nel metodo adottato, teso ad un accurato” pilotaggio “.

Il compito di disegnare gli scenari dei singoli scali e della Milano del futuro è poi spettato ai cinque architetti incaricati – Stefano Boeri, Francine Houben, Benedetta Tagliabue, Ma Yansong, Cino Zucchi – che hanno avuto tre mesi di tempo per proporre le loro idee per la città.

http://www.ioarch.it/milano_i_risultati_del_workshop_sugli_ex_scali-1750-0.html

Molto critico il mondo professionale milanese, che lamenta poca chiarezza “strategica per il futuro” in merito, da parte del Comune di Milano, e la totale sudditanza agli operatori privati

http://www.arcipelagomilano.org/archives/47303

Cino Zucchi (CZA) ha pensato alla proposta “verdeggiante” sottostante per lo scalo Farini (407.000 mq), presentata ad aprile 2017 , in occasione del Salone del Mobile.

Schermata-2017/09/13-alle-11.01.09

Di seguito trovi il link con tutti i progetti dei cinque “scenari” per la dismissione degli scali ferroviari milanesi, oltre 1 milione e 200 mila metri quadrati – http://www.abitare.it/it/habitat/urban-design/2017 / 05/21 / Milano-scali-ferroviari-architetti /

22 giugno 2017 , si ha l’approvazione dell’Accordo di Programma tra Comune di Milano e Ferrovie dello Stato sulla riqualificazione degli scali ferroviari.

https://www.ilsole24ore.com/art/casa/2018-07-24/coima-acquista-l-area-valtellina-dell-ex-scalo-farini-milano-131207.shtml?uuid=AEDdCZRF

Gennaio 2018, molti dei cittadini che risiedono nelle aree limitrofe agli scali ferroviari in oggetto, ricorrono al TAR per avere una riapertura delle osservazioni all’Accordo di Programma (AdP).

http://www.arcipelagomilano.org/archives/49069

A luglio 2018 Coima Sgr ha provato dal Fondo Olimpia Investimenti, gestito da Savills Im Sgr, l’area Farini Scalo / Valtellina, porzione strategica dello Scalo Farini adiacente a Porta Nuova, che rientra nel programma di riqualificazione urbana dei sette scali ferroviari promosso dal Comune di Milano e dalle Ferrovie dello Stato Italiane. L’area è stata acquisita attraverso il nuovo Fondo dedicato Coima Mistral. Sviluppato con progetti di coliving e housing student.

Coeguito la collaborazione con il Comune di Milano e le Ferrovie dello Stato Italiane si è trattato di un piano internazionale per selezionare lo studio di architettura che si occupa del piano di sviluppo delle linee guida dello Scalo Farini (407.000 mq) ».

Nell’operazione, Coima Sgr (Manfredi Catella) è stata assistita dagli studi per gli aspetti legali, per gli aspetti fiscali e giuridici.

https://www.ilsole24ore.com/art/casa/2018-07-24/coima-acquista-l-area-valtellina-dell-ex-scalo-farini-milano-131207.shtml?uuid=AEDdCZRF

Il 22 ottobre 2018 , FS Sistemi Urbani (Gruppo FS Italiane) e COIMA sgr (società leader in Italia nell’investimento, sviluppo e gestione di patrimoni immobiliari per conto di investitori istituzionali e domestici) hanno bandito il “Concorso Farini”, il concorso internazionale avente ad oggetto la redazione del Masterplan di rigenerazione degli scali ferroviari dismessi di Farini e San Cristoforo.

La prima fase, in forma palese, ha il fine di selezionare tra i candidati un numero di Gruppi di progettazione fino a cinque. Nomino in grado di “ricadere” nelle rigide griglie di selezione (economica, curriculare, ecc.) Già si sussurrano. Tutti gli altri professionisti STARANNO per l’ennesima volta A GUARDARE. A vedere mutare la loro città senza poter dire o proporre le loro idee.

La seconda fase, in forma anonima, ha il fine di selezionare, tra i Masterplan dei Gruppi di Progettazione partecipanti a questa fase, il progetto vincitore. Ai partecipanti selezionati che consegneranno il Masterplan sarà rilasciato un rimborso spese di 25.000 euro comprensivo di oneri e tasse.

Al vincitore verrà riconosciuto un importo pari a 50.000 euro, comprensivo di oneri e tasse , che includerà l’adeguamento / modifica del Masterplan presentato anche alla luce degli esiti del dibattito pubblico. Il “dibattito pubblico”, è ormai una strategia di falsa inclusione partecipativa dei cittadini, oltremodo soffocato dall’Amministrazione di Giuseppe Sala (vedasi operazione Navigli). MOLTO SERRATA (pubblicato da Bando pubblicato il 22 ottobre 2018, presentazione MOLTO SERRATA, Bando pubblicato il 22 ottobre 2018 delle candidature è il 23 novembre 2018. Non si dice nulla sulla seconda fase e la sua tempistica. 

http://www.arcipelagomilano.org/archives/51062

http://www.scalimilano.vision/concorso-scalo-farini/

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Comunità Italia


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Il 29 dicembre 2015, durante la sospensione del traffico automobilistico (10,00/16,00), causa il superamento per parecchi giorni della soglia di 50 microgrammi per metro cubo di micropolveri sottili, un viaggio in bicicletta da Sesto San Giovanni alla Triennale di Milano, per vedere la mostra “Comunità Italia”. Uno striscio urbanistico ed architettonico, pedalando nella “Città che sale”, assurta agli onori della cronaca per il successo di Expo 2015, ed oggi “caduta” nelle micropolveri sottili; fatto che evidenzia tutte le contraddizioni e la mancanza di programmazione amministrativa e politica dell’inesistente Città Metropolitana di Milano di cui l’urbanistica e l’architettura ne sono state degne “compagne di merende”.

L’andare in bicicletta, senza l’assillo di stare attenti agli autoveicoli, consente di dedicarsi completamente alla contemplazione della città ed alle sue architetture. Dalla periferia Sestese, disegnata solo qua e là, ma ricca di cacofonie architettoniche ed urbanistiche, alla città di Milano Ottocentesca caratterizzata dal meraviglioso disegno urbano dell’Asse del Sempione (vero e proprio tracciato paesaggistico).  In mezzo un tessuto misto, spesso compresso dalle infrastrutture : ferrovie, autostrade, fiumi regimentati, ecc..

Una MAPPA del cicloviaggiohttp://bit.ly/1MFaw4q

La mostra Comunità Italia intende raccontare la vicenda dell’architettura italiana della seconda parte Novecento, dal Secondo Dopoguerra agli anni Duemila. In particolare viene messa in evidenza la grande varietà linguistica (non rintracciabile in altri paesi) del “caso architettonico” italiano. La mostra tratta anche dei profondi legami che l’architettura italiana ha intrattenuto con questioni, ed aspetti legati al territorio, al paesaggio, ed a discipline come l’urbanistica, che solo nella testa degli “urbanisti” è inscindibile dall’architettura. Il tutto a testimonianza di una vicenda complessa, articolata ed unica che in alcuni periodi storici ha fortemente influenzato la cultura architettonica europea e di altre parti del mondo.

Se il disegno, quale massima espressione dell’architettura accompagna l’intera esposizione, la parte centrale è prettamente caratterizzata da una sorta di immaginifico (ed ideale) paesaggio urbano, composto da modelli di edifici e di quartieri, realizzati dai migliori architetti dal 1945 al Duemila. Una grande testimonianza della fertile vena creativa della disciplina, e di come spesso l’architettura  italiana di qualità è stata (ed è ancora), una sommatoria di edifici non realizzati, rimasti sulla carta e nei modelli.

Commovente la “grande sala” che accoglie decine di carnet de voyage, che testimoniano l’instancabile ricerca nell’ambito dell’architettura degli architetti italiani e la lunga tradizione in merito. Spesso, però si tratta  sicuramente di improbabili quaderni realizzati ex post, graficamente inguardabili (Semerani e Rota), altre volte dei “gioiellini” da ammirare e studiare (Rossi e Aymonino).

I curatori, Ferlenga Alberto in testa, sono riusciti a restituire molto bene il mestiere del “fare architettura” in Italia in quegli anni, dove il disegno predominava su tutto, ed il modello (o plastico che dir si voglia) era solo un atto di verifica finale di quanto progettato sulla carta.

Tornando a casa (sempre in bicicletta) ed attraversando volutamente il nuovo centro direzionale e residenziale Garibaldi / Porta Nuova / Repubblica, balza immediatamente agli occhi un panorama architettonico ed urbanistico che non ha nulla a che vedere con gli “anni gloriosi” descritti nella mostra bellissima della Triennale. Di italiano c’è poco; molto poco. L’urbanistica e l’architettura dell’International Style, firmata soprattutto da “griffe internazionali”, predominano su tutto ed inebriano le masse turistiche con il nasino all’insù. Unica eccezione il tristissimo teorema Boeriano : “la verzura fa bella qualsiasi architettura”, che minaccia una “folle ridda” di boschi verticali, venduta come se fosse la panacea di tutti i mali, sia per l’architettura che per l’inquinamento.

Che sia forse, la “verzurizzazione” la morte definitiva dell’architettura e dell’urbanistica italiana ?

Quì sotto un link con le foto del cicloviaggio

https://it.pinterest.com/dariosironi/sesto-triennale-andata-e-ritorno/

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Le passerelle del paesaggio


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A Bellinzona e dintorni, le passerelle ciclo-pedonali, rappresentano un vero e proprio elemento di “costruzione del paesaggio”. Infatti, in pochi chilometri, se ne contano almeno tre. Tutte quante di ottima fattura, che “twittano” con l’intorno in maniera sapiente.

Quella più aulica” ed interessante è certamente la passerella pedonale-ciclabile sul Fiume Ticino, progettata da Raoul Spataro, che collega Pratocarasso con Galbisio: realizzata nel 2011, ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti.

Il manufatto ingegneristico, è un elemento lineare di collegamento tra i due argini del Ticino, costituito da un cassone in carpenteria metallica, che presenta una lunghezza complessiva di 160 metri.

Trasversalmente, a sbalzo e incastrata con il cassone, si sviluppa la soletta di calpestio, ampia e comoda, con una larghezza utile per pedoni e ciclisti di 3 metri e delimitata da un leggero parapetto costituito da una lamiera forata in alluminio. Il nuovo percorso è pensato per la mobilità lenta e resta protetto dal vento sul lato nord dalla “rossa” trave portante mentre verso sud la visuale resta aperta e libera.

Di notte inoltre il tratto pedonale ciclabile viene illuminato con luci Led che danno una combinazione di luci e ombre tra acqua, terra e cielo. La passerella è costata oltre due milioni di franchi.

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Verso nord, prendendo in direzione Biasca, ecco un’altra passerella ciclopedonale, che scavalca il Ticino, proprio in vicinanza . Si tratta di un ponte metallico, strallato, con soletta in asfalto, costruito all’inizio degli anni 2000, tra Gnosca e Ca D’Ossola.

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Più a Sud dell’opera di Spataro, si trova la Passerella pedonale e ciclabile, che scavalca il Ticino, tra Monte Carasso e Bellinzona. Si tratta di un’opera, dalla forme ardite, in metallo ed assito ligneo,  realizzata nel 2011, dalle Officine Ghidoni.

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Velofahren


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Andare a Lucerna, per incontrare l’atmosfera del Natale (città che dista solamente 243 chilometri da Milano), può essere l’occasione per constatare che questa cittadina di circa 76.000 abitanti, e con un’area metropolitana di circa 250.000 abitanti, è ormai orientata completamente verso la mobilità sostenibile ed il contenimento dei consumi, con una sua strategia energetica particolare .

Il concetto è quello di fare convivere in maniera intelligente ambiente e costruito,  passato e futuro, sfruttando al meglio l’accoglienza che una città storica può proporre ai propri cittadini ed ai turisti. Ecco che allora anche i progetti meno significativi, contribuiscono a ricostruire il disegno di un mosaico che ha al centro la partecipazione, la condivisione e la democrazia.

Un esempio di questo atteggiamento è il parcheggio esistente, per lo stazionamento temporaneo delle moto, alla stazione di Lucerna, che conta oggi circa 350 posti, questo parcheggio sarà, a breve sostituito, da un parcheggio per biciclette, completamente nuovo. Questo progetto, pensato dal Settore ingegneria della città di Lucerna, offrirà più di 1.100 posti coperti per biciclette, con accesso diretto alle piattaforme dei treni. Vi sarà anche un punto informativo ed uno di riparazione. Si prevede la sua apertura nel mese di aprile 2013.

Il motivo per il nuovo edificio, è il rimodellamento complessivo della stazione FFS (Ferrovie Svizzere), che prevede che questa diventi sempre più attraente per i ciclisti, così come tutta la città.  La scarsità di parcheggi accoglienti per le biciclette nella stazione è oggi particolarmente evidente. In collaborazione con la città di Lucerna, le Ferrovie Svizzere, hanno sviluppato un progetto che si basa sull’utilizzo dei binari non più operativi (per le poste) dietro l’università. A Milano invece siamo ancora “all’anno zero”, non esistendo nessun parcheggio per biciclette alla Stazione Centrale, nè in moltissime altre stazioni e nodi di interscambio.

Quì sotto il link ad un articolo sull’assenza di una bicistazione alla Stazione Centrale di Milano

http://milano.corriere.it/milano/notizie/caso_del_giorno/10_ottobre_8/caso-1703907446083.shtml

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Quì il sito velofahren. stadtluzern.ch

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La sfera


Il ponte Della Costituzione, progettato da Santiago Calatrava, inaugurato nel 2008, attraversa il Canal Grande tra Piazzale Roma e la stazione S. Lucia, si tratta di una costruzione che ha dato adito a molte critiche, soprattutto per i costi (11 milioni di euro) e per i tempi di realizzazione. Iniziati i lavori nel 2007, sono stati parzialmente completati nel 2008. Notevole è stata anche la diatriba estetica in merito o meno all’opportunità di realizzare una struttura di concezione moderna, in uno dei punti più “strategici” della città.

Il ponte, in Pietra d’Istria, vetro e acciaio, frequentato giornalmente da oltre 20.000 persone, fino ad oggi si rivelava di difficile transito per i diversamente abili, cosa che aveva scatenato le proteste di numerose associazioni .

La soluzione è stata l’installazione di una navetta colore rosso “granata”, agganciata ad una gremagliera, i cui lavori si stanno completando in questi ultimi giorni di ottobre 2011. Una “sfera” che trasporterà su rotaia i disabili da una parte all’altra del canale, mettendo così le persone con difficoltà motorie in condizione di godere di una spettacolare veduta della città lagunare e del Canal Grande. Costo dell’intervento, circa un milione di euro.

La sfera sarà sollevata da un elevatore a filo, per essere collocata sul binario (a lato del ponte) di trasferimento da una parte all’altra del Canale, per poi essere calata (sempre con un elevatore a filo) nella postazione finale di arrivo. Tempo per tutta l’operazione circa 6/7 minuti.

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Luoghi, Questioni, Contraddizioni, Soluzioni : Hammarby Sjostad


Sulla gestione avanzata dell’urbanistica, in senso eco-compatibile, c’è un bell’esempio a Stoccolma. Stoccolma è stata insignita del riconoscimento “Capitale verde europea 2010”. Il titolo, assegnato dalla Commissione europea, non è frutto del caso: la città infatti, si è data l’obbiettivo di diventare “fossil free” entro il 2050. Un’ambizione apprezzata dai commissari di Bruxelles e suffragata da un mix di progetti avviati e risultanti concretamente già operativi: per esempio, le emissioni inquinanti, che nel 1990 erano pari a 5,3 tonnellate di CO2 per abitante, nel 2005 si sono ridotte a 4 per abitante. Efficienza energetica e mobilità sostenibile guidano il progetto verde della capitale svedese. Ecco alcuni dati significativi: il Piano Clima Nazionale ha assegnato 5,5 milioni di euro alla città, che li ha utilizzati per portare a 760 chilometri la copertura del territorio cittadino mediante piste ciclabili e rendere aree verdi fruibili il 68% del territorio urbano. Inoltre Stoccolma ha avviato una progettazione urbanistica dl suo territorio, qualitativa ed eco-sostenibile: case in classe A ad alta efficienza energetica: uso esteso di sistemi di recupero dell’energia solare/eolica, piste ciclabili, mezzi pubblici (tram e treni) efficienti  veloci, incentivi per chi non usa o non possiede l’automobile, ecc.. Il quartiere pilota si chiama Hammarby Sjostad ed è stato pianificato (in una zona periferica) dall’Amministrazione Comunale in partnership con i privati, a partire dalle infrastrutture : strade, mezzi di trasporto pubblico, fognature, ecc., per poi fare realizzare (dai privati), le case residenziali e gli uffici. Inoltre in tutto il quartiere si attua una raccolta dei rifiuti efficiente e molto avanzata: nell’eco-quartiere di Hammarby Sjostad ( che sarà concluso completamente nel 2017 ) la spazzatura viene aspirata in tubazioni sotterranee ( costruite da ENVAC ) verso un centro di smaltimento. Il biogas, prodotto da impianti di digestione anaerobica dei rifiuti organici e degli scarti di depurazione delle acque fognarie, viene utilizzato come gas dalle famiglie e come combustibile green dalle auto e dagli autobus. Ad Hammarby, infine, tutti i 10.000 appartamenti previsti sono ad elevato standard energetico, consumando circa 60kWh per metro quadrato.

In Bici per Hammarby Sjostad

La raccolta differenziata dei rifiuti

PUM, PUM, PUM.


Bolzano – Quartiere di Firmiano ad “alta sostenibilità” Klimahouse

Bolzano……PUM

Pensare per parti, non avere un’idea di “quadro”, risolvere i problemi in maniera parziale; tutto ciò è quanto NON SI FA A BOLZANO. Città che abbiamo studiato e visitato di recente, anche incontrando alcuni dirigenti della Pubblica Amministrazione: c’erano Mattia, Simone, Roberto, Fabio, Catia, Sulie, Dario. Sviluppo, ambiente, trasporti, territorio, rifiuti, ecc. a Bolzano, sono inseriti in un PROGETTO UNITARIO (come si fa a Friburg im Brisgau e non a Reggio Emilia), in un’idea complessiva di comunicazione e di realizzazioni, che fanno sì che i comportamenti dei cittadini, evolvano, con il migliorare del loro paesaggio urbano, del loro ambiente cittadino. Un progetto facilmente estendibile a Sesto San Giovanni, a Milano, da politici in grado di “capire” che oggi la complessità deve essere gestita da una progettualità plurima, articolata, multidisciplinare, che non si può fermare solamente a singoli settori di intervento.

Questo è il presente, ma anche il futuro, e lo si conquista con la capacità di gestire la complessità, rendendola facile, semplice e comprensibile per tutti, il che non vuol dire essere “solamente semplici”.

In particolare della pianificazione integrata di Bolzano, a “colpire” oltre all’attenzione per la sostenibilità ambientale, realizzata mediante realizzazioni che vanno da : case popolari (IPES – Istituto per l’Edilizia Sociale) e private classificate con il sistema energetico KLIMAHOUSE, raccolta differenziata “spinta” verso il riciclo, attenzione per lo spazio urbano, per i giochi bimbi, ecc., ciò che veramente stupisce, soprattutto, è il Piano Urbano per la Mobilità sostenibile.

Stupisce di ammirazione, e di invidia, mentre oggi 30 gennaio 2011 a Milano, e solo a Milano, e non in tutta l’Area Metropolitana, viene sospeso il traffico, dopo settimane di costante superamento (anche di 5 o 6 volte di più) della soglia massima consentita di polveri sottili di 50 microgrammi per metro cubo di aria.

Bolzano autobus a metano
 
 
 

P.U.M. –  Piano Urbano della Mobilità 2020

Bolzano, capoluogo dell’omonima provincia autonoma,  ha 104.029 abitanti (al 31-12-2010), una superficie territoriale di 52,34 chilometri quadrati, una densità di 1986, 01 abitanti/chilometro quadrato. Da un’analisi dello stato di fatto della mobilità urbana di Bolzano al 2009, emerge che mediamente solamente il il 27,2% degli abitanti si sposta in automobile, mentre il 6,7 % usa il motorino, il 7,6 % il mezzo pubblico, il 29 % la bicicletta ed il 29,5% si sposta a piedi. Sulla rete viaria d’accesso alla città circolano ogni giorno ca. 150.000 autoveicoli (mezzi pesanti 14%), di cui 90.000 entrano ed escono dall’area urbana. Quindi una situazione virtuosa, che fa già di Bolzano, una delle città europee ad “alta sostenibilità”, da prendere quale esempio. Per la redazione del P.U.M. quindi, l’amministrazione comunale si è posta i seguenti precisi obiettivi:

1) Migliorare la fruibilità dello spazio pubblico.

In generale, è lo spazio la risorsa più limitata di cui dispongono le città. È evidente che uno spazio limitato va utilizzato nel modo più efficiente possibile. Ciò significa potersi muovere soprattutto a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici. In questo modo lo spazio urbano può effettivamente riprendersi il ruolo per cui è stato pensato, ossia diventare luogo di incontro, di intrattenimento, di gioco, tempo libero e, ovviamente, della mobilità. Sono gli spazi belli, di alta qualità che la gente frequenta volentieri. Uno degli aspetti importanti per migliorare la qualità di vita nei quartieri riguarda proprio la riduzione del traffico, in particolare quello in transito.

  • Garantire a chi vive in città un alto livello di mobilità senza dovere necessariamente possedere un’automobile.
  • Continuare a garantire una forte attrattività della città, per quanto concerne il turismo il commercio, la cultura e i servizi, con un’offerta complessiva di mobilità dedicata a queste funzioni.
  • Conseguire gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 previsti nello studio elaborato dall’EURAC (L’Accademia Europea di Bolzano è un innovativo istituto di ricerca e di formazione privato. Fondata nel 1992, l’EURAC è composta da nove istituti che svolgono attività di studio e ricerca nei seguenti settori: Linguistica applicataMinoranze ed AutonomieSviluppo sostenibileManagement e cultura d’impresa e Scienze della Vita ) ridurre le micropolveri sottili presenti nell’ambiente urbano.

Compito primario del P.U.M. di Bolzano è quindi quello di individuare strategie e soluzioni coerenti per lo sviluppo di un sistema integrato di mobilità per la città in grado di favorire una migliore fruibilità del territorio urbano per aumentarne la vivibilità.

Bolzano – arredo urbano e giochi bimbi

 

2) Piano operativo

Per il raggiungimento degli obiettivi stabiliti dal P.U.M. sono stati individuati i seguenti ambiti d’intervento:

a. Riqualificazione degli spazi urbani, prendendo in considerazioni prima di tutto i cittadini in quanto pedoni e abitanti.

b. Messa in sicurezza, miglioramento e ampliamento della rete di piste ciclabili.

c. Aumento qualitativo/quantitativo dell’offerta di trasporto pubblico.

d. Politiche della sosta che consentano una migliore fruibilità dello spazio pubblico.

e. Riorganizzazione del traffico veicolare per consentire di raggiungere le destinazioni minimizzando gli attraversamenti della città; ciò richiede la costruzione di nuove infrastrutture stradali esterne.

f. Definizione del sistema viario destinato anche al traffico pesante.

g. Implementazione di nuove tecnologie per la gestione della mobilità.

3)  Riqualificazione degli spazi urbani

Ad eccezione del centro storico e poche altre zone, lo spazio pubblico è destinato prevalentemente agli automezzi – strade, parcheggi, aree di sosta – che, come precedentemente illustrato, sono utilizzati per meno di un terzo negli spostamenti dei cittadini.  È pertanto più che necessario un riequilibrio della fruibilità collettiva dello spazio urbano, che tenga conto in modo più equo delle esigenze degli utilizzatori. È in questa prospettiva che è stata individuata tutta una serie di interventi di riqualificazione urbana delle piazze, strade e delle loro connessioni.   Gli interventi saranno differenziati in base alla valenza e alla classificazione delle strade per cui non potranno essere attuati indistintamente su tutte le vie della città. In linea di principio essi prevedono di:

• redistribuire in modo più equo lo spazio da destinare ai vari utilizzatori;

• conferire precedenza generalizzata per i pedoni;

• creare spazi di aggregazione attraverso un adeguato arredo urbano (soprattutto giochi bimbi);

• mettere in sicurezza i percorsi pedonali attraverso opportuna pavimentazione, illuminazione e   segnaletica;

• eliminare le barriere architettoniche ed aumentare i “posti di sosta” per il pedone (panchine);

• realizzare corsie preferenziali per il trasporto pubblico;

• regolamentare il traffico veicolare di accesso e d’uscita dalle strade mediante segnaletica orizzontale, verticale e impianti semaforici;

• ridurre la velocità dei veicoli anche attraverso dispositivi rallentatori o piattaforme rialzate ed aumentare le aree residenziali a 30 km orari;

• delimitare gli stalli per la sosta dei veicoli, ciclomotori, biciclette;

• realizzare un arredo urbano di qualità che agevoli la mobilità ciclo-pedonale;

• limitare temporaneamente l’accesso degli automezzi;

• ridurre e riorganizzare i posti macchina sulle strada.

È previsto di intervenire progressivamente in tutti i quartieri della cittá.

Bolzano – Portale conta biciclette
 
 

4). Piste ciclabili – messa in sicurezza, ampliamento della rete e miglioramento del servizio

A favore dell’uso della bicicletta è stato fatto molto negli anni passati. Oggi Bolzano dispone di una rete di 48 km di piste ciclabili ed è un modello per altre città europee. Oggi il 29 % degli spostamenti a Bolzano avviene in bicicletta.  Nonostante questo ottimo risultato, il P.U.M. pone particolare attenzione al miglioramento della sicurezza delle piste ciclabili esistenti, al completamento delle rete all’interno della città ed alla realizzazione dei collegamenti mancanti con i comuni limitrofi.   È inoltre prevista l’attivazione di ulteriori servizi e incentivi per incrementare ulteriormente l’uso della bici in città.  A completamento delle rete è prevista la costruzione di ulteriori rami di piste ciclabili per un totale di circa 15 km individuati entro 2020.

Bolzano – Pista ciclabile e pista pedonale
 
 

4.1) Messa in sicurezza dei percorsi ciclabili

Al fine di ridurre le situazioni di pericolo dei ciclisti sono soprattutto necessari interventi per migliore la sicurezza nelle intersezioni stradali. Essi prevedono:

• illuminazione mirata

• segnaletica di immediata percezione

• pavimentazioni adeguate

• fasi semaforiche per la suddivisione dei flussi e delle svolte

• rispetto degli angoli di visibilità

• introduzione di sistemi di rallentamento.

Laddove per carenza di spazio non è possibile realizzare i percorsi ciclabili in sede propria, la maggior sicurezza sarà ottenuta con interventi di moderazione e regolamentazione del traffico veicolare.

4.3) Potenziamento delle aree di sosta e dei servizi

E’ previsto un potenziamento delle aree di sosta esistenti lungo tutta la rete ciclabile e presso i nodi di interscambio modale della rete di trasporto pubblico. Tali aree saranno adeguatamente attrezzate con rastrelliere, coperture ed illuminazione, per garantire un posteggio ordinato e sicuro.

Bolzano – Arredo urbano
 
 

5) Riorganizzazione del traffico veicolare

Come già accennato, è obiettivo dell’amministrazione sgravare i quartieri il più possibile dal traffico, soprattutto da quello di attraversamento. Al contempo la città vuole mantenere e potenziare la propria attrattività per assolvere nel migliore modo possibile il suo ruolo di capoluogo provinciale.  Ciò richiede una riorganizzazione del traffico stradale che consenta agli utenti di raggiungere le destinazione senza dovere attraversare interi quartieri residenziali. E al contempo rendere rapido  veloce il traffico di attraversamento.  Pertanto, le nuove infrastrutture viarie proposte hanno lo scopo di alleggerire la città, di renderla più sicura ed ad una “dimensione ciclo-pedonale”.

6) Trasporto pubblico

Il modo in cui i cittadini soddisfano le proprie necessità di spostarsi dipende fortemente dal livello della qualità del servizio pubblico offerto. E’ obiettivo di questa amministrazione realizzare un sistema integrato di trasporto pubblico di alta qualità, moderno ed ecologico sia all’interno alla città che per il collegamento con le aree circostanti.  Bolzano deve e vuole rimanere una città di grande attrattività per il resto della provincia e per i turisti. È fondamentale però creare le condizioni affinché sempre più persone vi possano avvivare agilmente con mezzi alternativi all’automobile privata.  Lo stesso discorso vale per i cittadini che per lavoro, studio o tempo libero vogliono spostarsi fuori città. Le principali azioni progettuali, riguarderanno:

– potenziamento dei mezzi di trasporto pubblico su gomma (autobus) mossi da energia ecologica (gas metano);

– realizzazione di un sistema di trasporto pubblico elettrico, metrotramvia;

– potenziamento della rete ferroviaria di trasporto pubblico;

– realizzazione di sistemi alternativi per la mobilità quali : ascensori, scale mobili, funivie, ecc.;

– potenziamento e facilitazione dei “luoghi di interscambio” : treno – bicicletta – autobus – tram – auto.

Bolzano – metrotramvia con Caldaro (Progetto)
 
 

7) I Tempi della Città

La missione del progetto “Tempi della Città” è di migliorare la mobilità dei cittadini, la qualità della vita e la qualità urbana, attraverso la progettazione e la realizzazione di interventi sui tempi e gli orari della città. Le iniziative agiscono su due diversi livelli, tra loro complementari:

  • per una migliore conciliazione dei tempi famigliari, dei tempi di lavoro e dei tempi per sé;
  • per una migliore organizzazione degli orari dei servizi pubblici e per un miglior uso spaziale e temporale della città.

Nell’ambito del progetto “Tempi della Città” sono state sviluppate nel corso degli ultimi anni numerose iniziative di carattere innovativo, che hanno riguardato diversi ambiti di intervento. I progetti di politiche temporali rappresentano azioni complesse e con un forte carattere di innovazione. Essi affrontano spesso tematiche nuove o emergenti in cui sono rappresentati diversi interessi e punti di vista. Per questi motivi il metodi utilizzati presentano alcuni elementi caratteristici:

  • la sperimentazione
  • la partecipazione
  • la comunicazione

L’azione progettuale si realizza quindi attraverso sperimentazioni che assumono normalmente la forma di azioni-pilota, che si realizzano in un determinato contesto territoriale. Una volta poi terminata la sperimentazione il progetto viene eventualmente esteso ad altre realtà.  I progetti sono per loro natura trasversali e vengono perciò costruiti ed attuati in forma partecipata, in un’ottica di governance. Il coinvolgimento di altri uffici comunali e degli stakeholders a livello cittadino, attraverso la costituzione di appositi tavoli di co-progettazione, è un elemento fondante della strategia progettuale. La comunicazione rappresenta un fattore strategico per il raggiungimento degli obiettivi in termini di ascolto, di interazione con i vari partner e di sensibilizzazione della cittadinanza.

Bolzano – Deposito biciclette
 
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