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Vrin memories


16 ottobre 2005 – Vrin (275 abitanti – 1448 metri sul livello del mare), nell’amena Val Lumezia sita nel Cantone dei Grigioni (Svizzera), è un paesino che sorge ai piedi della piana della Greina. Ha un centro storico perfettamente conservato, con, qua e là, moderni edifici in legno accuratamente integrati nel villaggio, opere magistrali dell’architetto/professore/falegname Gion A. Caminada (1957), nativo del luogo. Degli anni ottanta e novanta del XX secolo, è stato attuato un progetto pilota della fondazione Pro-Vrin per rafforzare l’infrastruttura ed i servizi del villaggio e porre fine all’emigrazione degli abitanti iniziata negli anni cinquanta. Tale Piano è stato basato sulla realizzazione di architetture, in grado di proporsi anche quali mete turistiche per un pubblico raffinato e colto, amante della natura, del paesaggio e della vita sana. Nell’ambito di una delle iniziative del progetto, all’inizio degli anni ottanta gli abitanti della località hanno acquistato tutti i terreni agricoli liberi per sottrarre il villaggio alla speculazione.

Vrin

Vrin

Vrin

Scuola 


Stiva da mors (Camera mortuaria)

Annessi agricoli

Casa Caminada

Casa

Gatto di Vrin

Con il rispetto del copyright delle immagini selezionate

Omaggio a Livio


Case tradizionali a Sosogno (Val Verzasca)

Sono stato a parecchie conferenze di Livio Vacchini, il grande architetto svizzero (di Locarno), purtroppo morto qualche anno fa, dopo una lunga depressione (Locarno, 27 febbraio 1933 – Basilea, 2 aprile 2007). Di lui mi ha sempre colpito la sua “burbera schiettezza”, e l’essere “fuori dagli schemi”, come i veri cavalli di razza. La sua architettura, quasi classica, sublimava nelle ascetiche e semplici proporzioni compositive, il feeling con il moderno, con Le Corbusier. Vorrei qui parlare di un suo piccolo edificio a Vogorno in Val Verzasca, realizzato a metà degli anni ottanta del Novecento: casa Rezzonico. Livio Vacchini non amava molto, questo progetto, divenuto, contro la sua volontà un emblema del recupero “colto ed intelligente” dell’architettura tradizionale della Val Verzasca.

Ponte romano (Val Verzasca)

La Val Verzasca è una bellissima valle, situata a circa 135 chilometri da Milano, con una storia unica e complessa, i primi insediamenti nella zona, in particolare presso la foce della Verzasca, risalgono al neolitico. Risale al settimo  secolo avanti Cristo il “Sass di Striöi” (Pietra delle Streghe) di Berzona (una frazione di Vogorno), un masso su cui sono stati incise croci e due forme di piede. A Tenero si trova un’importante necropoli romana dei primi secoli dopo Cristo: scoperta nel 1880, vi sono stati ritrovati anfore ed oggetti in bronzo ora custoditi presso il Castello dei Visconti di Locarno.  La Val Verzasca è situata nel centro geometrico di Ticino. È circondata dalle montagne con dei passi all’altitudine di circa 2000-2500 metri e a un sola strada d’accesso da Gordola. La valle e molto stretta e si estende per circa 25km.. Verzasca è considerata una delle valli più selvagge di Ticino, ed è riuscita di conservare sua bellezza primigenia e l’architettura tradizionale nella forma dei rustici di pietra.

I monti della Val Verzasca

Le numerose e spettacolari cime con vista sul Vallese e sulle Alpi Bernesi, e i passi che conducono alle valli adiacenti, rendono la Valle Verzasca un luogo molto frequentato dagli amanti del Trekking d’alta montagna e del Rafting. L’intera valle è punteggiata dai tipici “rustici” di pietra grigia (Gneiss), con bordi bianchi alle finestre e pesanti tetti di pietra. Le Cappelle lungo i sentieri testimoniano della fede religiosa dei valligiani; in particolare si ricorda la “Cappella del Vescovo” a Gordola, fatta costruire nel 1669  dal vescovo di Como, Ambrogio Torriani, dopo essersi salvato da una pericolosa caduta da cavallo.

Casa Rezzonico a Vogorno

Ritornando alla Casa Rezzonico di Livio Vacchini, l’architetto, ha raccontato in una conferenza, qualche anno prima della sua morte, che originariamente il suo intento era quello di costruire una casa in cemento armato, con i muri in pietra (Gneiss), come in uso nell’architettura tradizionale locale, ma rigorosamente con il tetto piano. Poi, dopo una lunga diatriba con l’amministrazione comunale di Vogorno e soprattutto con il tecnico, si era deciso a dare una risposta, provocatoria ed alternativa a queste “insistenti richieste”. L’edificio venne quindi riproposto esattamente identico come il progetto originario, con un’unica variante, sul tetto piano era stato appoggiato un duplice tetto a struttura lignea e falde in pietre locali. I due tetti, quindi denunciavano, nella loro inutile funzionalità, la loro “addizione” puramente decorativa, di una non condivisa imposizione.

Ai più, però, l’edificio Vacchini, con due tetti in “piotte”, garbava, in quanto citazione colta dell’architettura tradizionale locale, cosa che così non è. Di fatto è un “ibrido” molto equilibrato, dove ciò che è stato imposto, valorizza la modernità “voluta” del piccolo edificio, che costituisce un “ponte” tra Passato e Futuro. Soprattutto, un esempio di come si salvaguarda il paesaggio dandogli contemporaneità. Un grande insegnamento di umiltà, da un  “maestro” dell’architettura, soprattutto per noi Italiani, che spesso cadiamo nelle “sabbie mobili” delle Sovrintendenze ai Monumenti, ed a vincoli paesaggisti beceri, applicati da tecnici incapaci, che, più che salvaguardare il paesaggio, lo danneggiano per sempre.

Con il rispetto del copyright delle immagini selezionate

Zurich, “Difesa della Natura”


Ciclista acrobata al Puls 5

http://www.puls5.ch/

Situato nel quartiere alla moda di Züri -West, Puls 5 è in una ex acciaieria, il punto focale nel quartiere è la Turbinenplatz (la piazza più grande di Zurigo). Siamo situati vicino alla Escher Wyss Platz.

Qui troviamo lo stile di vita urbano di Zurigo, di una metropoli internazionale, dove la qualità di vita è tra le più alte al Mondo. Al Pus 5 si sono insediati i più “caldi e modaioli” ristoranti, bar, club e discoteche . La cultura urbana dei grandi musei di Zurigo dista circa un chilometro e mezzo, con le loro collezioni eccezionali, ma non mancano anche le gallerie, i teatri.

La storica “Fonderia Hall”, con la sala delle turbine, che una volta costituiva l’epicentro dell’impianto industriale storico, oggi è stato trasformato. Come testimonianza di questo periodo, l’edificio della grande fonderia è stato conservato nella sua sostanza e sottoposto ad un leggero intervento di ristrutturazione, che ha messo in sicurezza il suo stato originale, ma lasciando a vista il più possibile dello stato originario. Oggi è una grande piazza coperta.

Si è cercato di conservare la maggiore parte degli edifici industriali esistenti, rifunzionalizzandoli e mettendoli in sicurezza. Quindi loft per ricchi in vecchi stabili industriali, dove trovi fuori parcheggiate Ferrari e Porsche, ma anche case, nuove, per i ceti medi. Non mancano interventi di Housing sociale. Un teatro collocato in un grande capannone, una grande piazza, con un arredo urbano insolito. Il costruito nuovo, si affianca o si aggiunge a queste “memorie” rendendo il contrasto particolarmente stimolante ed esclusivo. Tutto il Puls 5 trasuda di una suadente atmosfera creativa e libera, non  a caso è quì che si è insediata la comunità di creativi: designer, architetti, pittori, ecc. che sta facendo di Zurigo una delle città europee del design

Un piccolo viaggio, d’estate, potrebbe essere proprio in questa moderna, ma anche “magica e suadente” città Svizzera. Una città che è particolarmente “prestante” per quanto riguarda l’architettura contemporanea. Magari cogliendo l’occasione che, fino al 20 agosto 2011 (ad esempio, ma sempre viene offerto qualcosa di diverso ed interessante), alla Kunsthaus è stata ricostruita la grande mostra di Joseph Beyeus “Difesa della Natura”. Un’opera immane e controversa del grande artista belga, che fu progettata a Bolognano, in Italia.

Quì sotto il link con mappa di un possibile “percorso selezionato” di architettura contemporanea a Zurigo. Da Milano a Zurigo, 279 chilometri, circa 3 ore e mezza di autostrada. Fattibile anche in giornata, partendo presto e tornando tardi.

Fonderia Hall – Puls 5

 Con il rispetto di un eventuale copyright delle immagini selezionate

Vals – Valsertal


Cappella di S. Benetegt

“L’architettura ha il suo proprio ambito di esistenza. Ha con la vita un rapporto corporeo. Personalmente non la ritengo né messaggio, né segno, bensì involucro e sfondo della vita che scorre. Un recipiente sensibile per il ritmo dei passi sul pavimento, per la concentrazione del lavoro, per il silenzio del sonno. […] Produrre delle immagini interiori è un processo naturale che tutti conosciamo. E’ parte integrante del pensare. Pensare associativamente, selvaggiamente, liberamente, ordinatamente, e sistematicamente per immagini, per mezzo di immagini architettoniche, spaziali, colorate e sensoriali; ecco la mia definizione prediletta del progettare” (Peter Zumthor, Pensare Architettura)

Ho condiviso con due cari amici le acque ferrose di una valle luminosa incastonata tra le montagne dei Grigioni, nella Svizzera interna. Siamo partiti da Milano (ore 8,30 del 3/o7/2011), in una di quelle giornate di luglio calde ed umide (30 gradi, oltre il 65% di umidità), che fanno venire voglia solamente di fuggire da questa triste e caotica città. Velocemente ci siamo incamminati per “la Via delle Genti” (E 35) l’autostrada, disegnata con colta sapienza paesaggistica, da Rino Tami, che attraversa tutto il Canton Ticino. Poi a Biasca, lasciata l’autostrada, abbiamo preso per il Passo del Lucomagno (aperto da maggio ad ottobre). La giornata era soleggiata, ma molto fresca, al passo (1914 metri) la temperatura non superava i 14 gradi.

 Lucomagno

Siamo poi siamo discesi, abbandonando il Canton Ticino, per arrivare a Disentis/Munster, cittadina importante dei Grigioni. A Disentis è possibile visitare la stalla didattica, con vendita di formaggio,  Sennaria Surselva (poco prima del paese) progetto dell’architetto Gion Caminada, che ha ricevuto un ambito premio dell’ordine degli architetti svizzero (S.I.A.). Il Cantone dei Grigioni è per superficie uno dei maggiori della Svizzera, che è una confederazione di Cantoni, a Democrazia Diretta. Solo nel decennio 1970-2003, nei Grigioni hanno votato referendum popolari per ben 262 volte. Arrivati a Somvix, abbiamo preso per il paese di S. Benedetg, dove era prevista la nostra prima tappa, per visitare l’affascinante cappella lignea del paesino, incastonata su un crinale che domina la valle e le montagne, costruita nel 1988 da Peter Zumthor. Scrive il progettista: “Lavoro nei Grigioni, in un villaggio rurale, attorniato dalle montagne; lavoro a partire da questo luogo ed è lì che vivo. Talvolta mi chiedo se ciò influenzi il mio lavoro e del resto non mi dispiacerebbe immaginare che così potrebbe essere” (P. Zumthor – Pensare architettura – Mondatori Electa 2003). Alle 12,15, consumiamo seduti su una delle fontane del paese un frugale pasto al “sacco” che ci siamo portati da casa (la Svizzera è per noi italiani, che non abbiamo un cambio favorevole con l’euro, molto cara).

Somvix

Alle 13,00 partiamo in direzione della nostra meta, le terme di Vals, dove arriviamo, tra paesaggi montani ameni dominati dalle acque che percolano dai monti, alle 14,00. Visitiamo il paese, con stupende abitazioni lignee di chiara impostazione Walser, risalenti al XV secolo. Alle 14,30 arriviamo, ed entriamo, alle terme di Vals, disegnate e realizzate dal noto architetto svizzero, Zumthor, una delle archistar mondiali, che però rifiuta i progetti troppo onerosi e si accontenta di progettare solamente quello che riesce a realizzare nel suo piccolo studio/abitazione di Haldenstein vicino a Coira.  Scrive Peter Zumthor “ Le terme di Vals  non sono un’esibizione di giochi acquatici alla moda; esprimono , piuttosto, la silenziosa primaria esperienza del bagnarsi, lavarsi, rilassarsi nell’acqua, dal contatto del corpo con la pietra e con l’acqua a diverse temperature e in differenti situazioni. Uno spazio interno continuo, simile ad un sistema geometrico di caverne, si sviluppa attraverso una struttura di grandi blocchi di pietra e si amplia a partire dagli stretti corridoi a contatto con la montagna fino al prospetto principale, in cui sono ritagliate ampie aperture affacciate sul mondo esterno.” (P. Zumthor – Pietra e acqua – Casabella n° 648 – settembre 1997). Poi finite le abluzioni, rilassati, ed empi di bellezza, a sera, siamo tornati, attraversando il Passo del San Bernardino e la Val Mesolcina, verso Bellinzona. E da qui a Milano, dove siamo arrivati verso le 21,30 proprio all’inizio di un temporale estivo. In tutto 483 chilometri (230 da Milano a Vals, 253 da Vals a Milano).


 Vals – Valsertal
 
http://www.therme-vals.ch/it/#
 

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