La prima volta che sono stato a Rovaniemi (Finlandia), era durante l’estate del 1998, all’inizio di luglio.  Siamo partiti (io e la mia compagna di viaggio dal naso a punta) in aereo dall’aeroporto di Helsinky Vantaa, che il termometro segnava 22 gradi, siamo arrivati nella capitale della Lapponia (che dista dalla capitale circa 800 km), dopo quasi un’ora e mezza di volo, con una temperatura al suolo di poco più di 10 gradi. La gente girava in canottiera e T-shirt, mentre noi ci aggiravamo “imballati” come non mai. Ci sono stato per 5 giorni, in quanto Rovanieni è un luogo “mitico” per l’architettura, essendo il posto dove un noto architetto finlandese, Alvar Aalto, ha realizzato sia il piano regolatore di ricostruzione (1944-1945), che una serie di edifici, in cui l’architettura si integra con  la natura difficile e meravigliosa di un luogo, che è di fatto ai confini della vivibilità umana su questo pianeta. Rovaniemi è vicina al circolo polare artico e dista solamente 700 chilometri da Capo Nord in Norvegia, quì vi sono sei mesi di luce in estate e sei mesi di oscurità in inverno. Quì Aalto non ha dato il meglio di sè, ha però espresso come una “filosofia architettonica globale”, intelligente e colta, tesa alla salvaguardia del paesaggio. Gli abitanti di Rovaniemi in estate, mentre il terreno si liquefa, producendo dei liquami marroni fortemente odorosi di muschio e tante zanzare e moscerini, si dedicano soprattutto all’edilizia ed alla vita all’aperto. I cantieri edili lavorano a ciclo continuo 24 ore su 24 (in inverno con una temperatura media di -10 gradi è impossibile lavorare all’aperto) e le persone pescano il salmone e raccolgono il camemoro. Ci sono signore che arrivano in aereo sin dal sud della Finlandia, con stivaloni di plastica e secchielli, per raccogliere questa mora artica dal sapore di nocciole, e farci la marmellata. La visita alle architetture pratiche ed affascinanti di Alvar Aalto, fu l’ennesima scoperta di un lato architettonico “discreto e minimalista” e poco conosciuto del maestro finlandese, che adorava questa città ai confini del mondo abitato.

Quì sotto il link della webcam del centro civico di Rovaniemi- Progetto di A.  Aalto

http://www.rovaniemi.fi/layouts/rovaniemi/includes/360/kirjasto.asp?sek=10

Obbligata e doverosa fu anche la visita al Santa Park, il famoso villaggio di Babbo Natale, che dista solamente 5 chilometri dal centro della città, dove la magia del Natale commercial-capitalista, dura tutto l’anno e non finisce mai. In una serena e luminosa serata “artica”, dato che il sole non tramonta, ma “ruzzola” solamente sull’orizzonte, verso le 3,30 del mattino , visto che per colpa della sfasatura tra la notte ed il giorno, non si sa più quando dormire (a Rovaniemi usano degli speciali occhiali con lampadine per riequilibrare il ciclo notte-giorno), abbiamo deciso di fare un giro in città e raggiungere un bosco di abeti, che rivestiva completamente un leggero rilevato, dove alla reception dell’Hotel mi avevano indicato insistere una torre lignea per osservare il paesaggio. Siamo quindi scesi per strada e ci siamo incamminati verso il ponte strallato Jatkankynttila (con la fiamma eterna che arde imperitura dalla cima di due pilastri), per raggiungere l’altra sponda del fiume Kemijoki. Le vie che percorrevamo erano disseminate quà e là di individui che si aggiravano in questa “assurda” penombra, indaffarati a raggiungere le loro attività. Dopo un lungo percorso nel bosco, disseminato di inquietanti figure femminili che raccoglievano affondate nel muschio il camemoro, abbiamo raggiunto la torre, e ci siamo arrampicati per le sue ripide scalette. Da quì ho potuto ammirare lo spettacolo di Rovaniemi illuminata tra l’oscurità del paesaggio boscoso che saturava l’orizzonte terreno, mentre il sole, eseguiva nel cielo sereno, spettacolari “effetti speciali”. Quì ho potuto apprezzare il disegno paesaggistico a forma di “corna di renna” che Alvar Aalto aveva con sapienza impresso a questa cittadina, facendo sì che i boschi e la natura penetrassero nel tessuto urbano fino al centro. Quì per l’ennesina volta mi sono convinto che la salvaguardia del paesaggio, nasce soprattutto, dalla capacità di offrire ai Cittadini occasioni plurime, per osservare ed apprezzare il territorio in cui essi vivono, sia esso costruito o naturale. Salvare il paesaggio è innanzitutto il frutto di un’azione didattica, protratta nel tempo, che chi governa, attua sistematicamente nei confronti dei suoi elettori, oppure di Cittadini che si sostituiscono a questa indispensabile azione, ma con le stesse finalità didattiche. Ritornando verso l’Hotel, il bosco sembrava improvvisamente spopolato; la penombra oscura, seppure consentiva il formarsi delle ombre, risultava inquietante e misteriosa. Il percorso, che all’andata sembrò breve, al ritorno non finì mai, e prima di uscire dal bosco di abeti, ci venne incontro un signore anziano, dal portamento elegante, alto e segalineo, che nell’oscurità mi sembrò vestito con un cappello simile a quello di Babbo Natale, un pesante maglione girocollo e dei pantaloni di jeans. Come scarpe, pesanti stivaloni in gomma. In mano mi sembrò tenere una bacchetta di legno, con in cima una stella gialla luminescente. Si avvicinò esclusivamente a me, mi guardo negli occhi. Il suo volto sembrava quello di un clown triste……….sembrava Alvar Aalto da anziano. In un perfetto italiano mi augurò : “Buon Natale e Felice Anno Nuovo”. Rimasi basito, quasi paralizzato. Velocemente si allontanò, sparendo nella penombra bluastra che tutto avvolge a queste latitutini, durante il “sole di mezzanotte” (http://it.wikipedia.org/wiki/Sole_di_mezzanotte).

Ente Turismo Rovaniemi

http://www.rovaniemi.fi/Kansainvalinen_sivusto/Italiano.iw3

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