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Builders of the future

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Svizzera

Velofahren


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Andare a Lucerna, per incontrare l’atmosfera del Natale (città che dista solamente 243 chilometri da Milano), può essere l’occasione per constatare che questa cittadina di circa 76.000 abitanti, e con un’area metropolitana di circa 250.000 abitanti, è ormai orientata completamente verso la mobilità sostenibile ed il contenimento dei consumi, con una sua strategia energetica particolare .

Il concetto è quello di fare convivere in maniera intelligente ambiente e costruito,  passato e futuro, sfruttando al meglio l’accoglienza che una città storica può proporre ai propri cittadini ed ai turisti. Ecco che allora anche i progetti meno significativi, contribuiscono a ricostruire il disegno di un mosaico che ha al centro la partecipazione, la condivisione e la democrazia.

Un esempio di questo atteggiamento è il parcheggio esistente, per lo stazionamento temporaneo delle moto, alla stazione di Lucerna, che conta oggi circa 350 posti, questo parcheggio sarà, a breve sostituito, da un parcheggio per biciclette, completamente nuovo. Questo progetto, pensato dal Settore ingegneria della città di Lucerna, offrirà più di 1.100 posti coperti per biciclette, con accesso diretto alle piattaforme dei treni. Vi sarà anche un punto informativo ed uno di riparazione. Si prevede la sua apertura nel mese di aprile 2013.

Il motivo per il nuovo edificio, è il rimodellamento complessivo della stazione FFS (Ferrovie Svizzere), che prevede che questa diventi sempre più attraente per i ciclisti, così come tutta la città.  La scarsità di parcheggi accoglienti per le biciclette nella stazione è oggi particolarmente evidente. In collaborazione con la città di Lucerna, le Ferrovie Svizzere, hanno sviluppato un progetto che si basa sull’utilizzo dei binari non più operativi (per le poste) dietro l’università. A Milano invece siamo ancora “all’anno zero”, non esistendo nessun parcheggio per biciclette alla Stazione Centrale, nè in moltissime altre stazioni e nodi di interscambio.

Quì sotto il link ad un articolo sull’assenza di una bicistazione alla Stazione Centrale di Milano

http://milano.corriere.it/milano/notizie/caso_del_giorno/10_ottobre_8/caso-1703907446083.shtml

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Quì il sito velofahren. stadtluzern.ch

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L’inverno dell’architettura


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In queste giornate di gelo, che incombono sul continente europeo, mentre un altro anno giunge al termine, ci sembra doveroso trarre alcune considerazioni, frutto del nostro continuo peregrinare, in quella nazione, la Svizzera, che consideriamo la nostra “Biblioteca in 3D” dell’architettura e del paesaggio .

L’architettura, per sua natura, ha una forte caratterizzazione spaziale “duale”. Essa si palesa sempre con due dimensioni intimamente legate : con uno spazio esterno (pubblico), ed uno spazio interno (privato e luogo dell’accoglienza). Ciò implica necessariamente una sua fruizione dinamica, di successioni spaziali scenografiche. Lo sapeva bene Bruno Zevi, che già trattava di ciò nel bellissimo libro “Saper vedere l’architettura” (Einaudi, 1997).

Questo fatto che mette in relazione l’architettura e l’uomo (il suo costruttore), dà come elemento qualitativo indispensabile (di questo dinamismo), il tempo. Più si ha tempo, meglio si apprezzano queste successioni spaziali.

Le opzioni tettoniche, tecnologiche e statiche dell’architettura, quasi intuitive, impongono prima o poi un rigore costruttivo, che deve necessariamente avvalersi del calcolo numerico, per rendersi trasmissibile a tutti. E ciò vale per l’esterno, ma anche per l’interno.

L’architettura si inserisce nel paesaggio (che ha certamente meno vincoli), essendo il prodotto dell’azione antropica sulla natura, grazie all’individuazione precisa degli infiniti percorsi dinamici e variabili di avvicinamento ad essa.

Possiamo quindi dire che l’architettura, la grande architettura, si offre agli uomini, in quanto sequenza temporale esattamente prefissata, studiata a tavolino con calcolo numerico : in cui paesaggio, esterno, ed interno, collaborano assieme a creare una sequenza di avvicinamento ad essa (ed ovviamente di allontanamento da essa).

In inverno, queste caratteristiche appaiono più evidenti, più palesi, più limpide e facili da leggere.

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LAC (Upgrade)


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Lugano Arte Cultura (LAC) sta nascendo dal 2009, proprio in riva all’omonimo lago della città ticinese. Là dove per anni, ha insistito la splendida struttura dell’ex Hotel Palace, completamente abbandonata.

Il Palace sarà completamente ristrutturato e restaurato, essendo stato acquistato dalla municipalità, che intendeva abbatterlo. Poi i Cittadini (con la C maiuscola) si sono opposti, e con referendum, come solo in Svizzera avviene (patria della Democrazia Diretta), hanno votato per la conservazione delle facciate, nonostante gli alti costi dell’intervento.

Il LAC sarà, a partire dal 2014, la sede polifunzionale delle attività che riguardano le arti visive, la musica e le arti sceniche. Particolarmente prestigiosa sarà la grande Hall vitrea, alta più di venti metri. La sala teatrale e concertistica, con una capienza di mille posti, è studiata nei dettagli (soprattutto in quelli dell’acustica) per avere un uso polivalente, per le diverse espressioni teatrali e musicali: dalla prosa alla danza, dal cabaret ai concerti sinfonici o cameristici resi possibile grazie all’utilizzo di una conchiglia acustica modulabile.

Un video 3D della sala polifunzionale del LAC

Particolarmente interessante appare anche lo schema strutturale, in metallo e calcestruzzo, che consente di realizzare grandi luci, senza appoggi, grazie alle grandi travi reticolari. Il nuovo centro culturale, progettato da Ivano Gianola, vuole diventare nel corso del tempo, un centro di eccellenza per la promozione della cultura umanistica e scientifica e una piattaforma internazionale per le più diverse espressioni.

Di fatto una grande opera magistrale di “paesaggio”, una corte a “C”, che si apre verso il lago, divenendo un nuovo punto di riferimento visuale, nel waterfront lacustre. Ottima la scelta della tonalità grigio-verde per il rivestimento, accurato il taglio obliquo della facciata di testa, che sembra “studiato” con millimetrica precisione.

Costo dell’operazione : Ristrutturazione Hotel Palace + Centro Culturale LAC = Circa 200 milioni di franchi !

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Qui sotto le foto dello “stato dell’arte” a fine luglio 2014

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Fritz Metzger



Mentre ci recavamo (io ed il mio collega di sventura, Mattia) a visionare la deludente e costosa, mostra di Gunther Von Hagens (il plastinatore) dal titolo “Body Worlds”, che si tiene alla Fabbrica del Vapore a Milano, ci siamo imbattuti, percorrendo a piedi via Rosmini (zona Paolo Sarpi) nella bella architettura moderna della Chiesa della Santissima Trinità.

Questo edificio è il frutto di una di quelle intuizioni, che aveva il “corpus” sociale, culturale, religioso di Milano fino alla fine degli anni Settanta. Il cardinale (allora) Montini, poi divenuto Papa Paolo VI, e il Prevosto Don Giuseppe Michele Sironi, dopo una visita a Zurigo e dintorni di quest’ultimo, decisero di assegnare all’architetto zurighese esperto in edifici di culto Fritz Metzger (1898-1973, allievo al Politecnico di Zurigo di Karl Moser), l’incarico di progettare l’intero complesso della chiesa  della Santissima Trinità. Bei tempi.

Le forme architettoniche richiamano il razionalismo. Il grande tetto che domina l’intero complesso, è supportato da  elementi semplici ed essenziali, infatti Metzger era uno degli inventori/sviluppatori dell’architettura in cemento armato a vista, che guardava a Le Corbusier ed all’architettura nordica. Le facciate esterne sono rivestite in marmo Bardiglio nelle tonalità del grigio. Gli interni anch’essi semplici, sono caratterizzati dalla grande croce/lucernario che squarcia il tetto e dalle vetrate colorate, hanno pavimenti in marmo striato di nero, pareti in intonaco grezzo, grandi vetrate lineari, con l’altare dominato dal marmo bianco di Carrara.

Numerose le opere d’arte che impreziosiscono l’architettura, ad iniziare dalle sculture a bassorilievo di Carlo Paganini.

L’edificio, per noi è stato come un’imboscata, una sorpresa. Ne avevo sentito parlare, ma un’altra cosa è viverlo di persona. E’ possente, soprattutto costruisce un paesaggio urbano, per nulla milanese, ma di sapore prettamente europeo. E’ una chiesa che ha la forza delle grandi architetture di cemento armato, e come molti edifici milanesi, è poco conosciuta soprattutto dai cittadini.

Con il rispetto del copyright delle immagini selezionate

1291


Sopra immagini dell’attività di Snozzi a Monte Carasso

Sopra immagini del Municipio di Iragna di Cavadini

Sopra immagini – Peter Markli, la “Congiunta” a Giornico

Sopra immagini Infocentro + Torre di Controllo Alptransit

 

Immagini di Castelgrande di Galfetti  Bellinzona

La Casa d’Asburgo, nel 1291 dominava gran parte della Svizzera centrale. Per rendere più efficiente e moderna la loro amministrazione avevano intenzione di trasformare i propri feudatari in funzionari. Le comunità di contadini che abitavano le vallate alpine volevano invece conservare le loro ataviche prerogative e premevano per ottenere la dipendenza diretta dall’Impero senza l’intermediazione dei feudatari. Le comunità rurali, al fine di tutelare i propri antichi diritti, strinsero numerosi trattati di alleanza e di mutua assistenza, tra loro e con altri soggetti. Il principale di questi trattati è il Patto eterno del Rütli, stipulato intorno ai primi giorni di agosto del 1291 (da qui l’anniversario della Confederazione Svizzera del primo di agosto), in cui le comunità di Uri, Svitto e Unterwaldo si giurarono reciproco aiuto in caso di conflitto, formando il primo nucleo della Confederazione. A tale nucleo si unirono, nel corso del tempo altre comunità.

Il 7 di agosto del 2012, tre uomini maturi ed una vecchia toyota corolla (diesel) con oltre 175.000 chilometri, si sono recati a fare una passeggiata estiva nel Canton Ticino, proprio in quei luoghi che videro l’adesione al “Patto eterno del Rütli”. Gli obbiettivi dichiarati erano due : il primo, fare tesoro delle architetture e del paesaggio di questa parte della Svizzera, poco conosciuta, ma di una bellezza rara, in cui con sapienza si è coniugata (e si sta coniugando) presenza umana e natura: il secondo, godere al meglio di una giornata estiva stupenda, calda e soleggiata, adattissima ai bagni di sole e non solo.

Riguardo al primo punto, siamo stati a Monte Carasso dove Luigi Snozzi nel corso del tempo, ha realizzato (con relativo seguito) un’urbanistica fatta solamente di eccellenze architettoniche. Siamo anche stati a visionare lo splendido museo della “Congiunta” a Giornico esempio di struttura gestita dai fruitori, il Municipio di Iragna di Raffaele Cavadini, ed il castello di Castelgrande a Bellinzona luogo magico per osservare il paesaggio.

Riguardo al secondo punto direi che la permanenza al sole, a fianco delle fresche acque delle Cascate di Santa Petronilla a Biasca ha consentito grazie alla terrazza con vista  180 gradi di fare numerose considerazioni in merito a cosa è (o cosa non è) il paesaggio .

In questo luogo “magico” intriso della democrazia che ha condotto ad un altro tassello della Confederazione Svizzera nel Capodanno del 1292, si conclude il nostro piccolo viaggio, in un territorio che ha fatto della democrazia, della condivisione, della comunanza, la base stessa di un’unione sociale che è anche paesaggio. Da Milano, circa 253 chilometri (tra andata e ritorno a gasolio) tutte su strade statali, con una spesa totale omnicomprensiva (con colazione al sacco), di circa 26 euro.

 

Sotto immagini delle cascate di Santa Petronilla a Biasca

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Nodo d’interscambio (Zermatt)


Zermatt (http://it.wikipedia.org/wiki/Zermatt) è chiusa al traffico, ormai da parecchi anni. L’accesso ai veicoli privati è consentito solamente fino al paese di Täsch (http://it.wikipedia.org/wiki/T%C3%A4sch a 5km da Zermatt). La strada Täsch – Zermatt è chiusa ai mezzi di trasporto privato, però a Zermatt è consentito l’uso di mezzi elettrici e biciclette.  A Täsch è stato realizzato tra il 2004 ed il 2006, un grande Nodo d’interscambio, il Top Matterhorn Terminal , con  2’100 posti auto coperti aperti 24 ore su 24 e posteggi non coperti (900 posti).

Il Terminal, progettato dall’ Architekturbüro Mooser & Petrig & Lauber dipl. di Zermatt (http://www.architekten-ml.ch/cv_mooser.html) è un edificio che potremmo definire “perfetto”, sia per caratteristiche architettoniche (ampio uso di legno e di materiali naturali, compresa grande copertura piana verde) che per prestazioni funzionali (collegamento tra auto e mezzi pubblici). Un edificio che si inserisce molto bene nel paesaggio della valle, pur essendo di notevoli dimensioni, inoltre è molto ben realizzato sia per la scelta dei materiali, che dei dettagli costruttivi.

Non mancano spazi accoglienti per l’attesa, negozi di varia natura e grandi viste sul paesaggio circostante. Delle grandi pensiline ondulate all’aperto, accolgono i Bus (pubblici e privati), il cui parcheggio è gratuito.  Il costo del biglietto è abbastanza caro, bisogna però dire che è un’esperienza unica arrivare quasi in metropolitana ad oltre 1600 metri di quota.

A Brig e a Visp la ferrovia ha un collegamento diretto con la ferrovia a scartamento ridotto della Matterhorn Gotthard Bahn che conduce a Zermatt. Attraverso la nuova galleria di base del Lötschberg da Frutigen (nel Bernese) verso Raron (nel Vallese) il viaggio in ferrovia per Zermatt si riduce in modo notevole.

Inoltre Zermatt è il punto di partenza o di arrivo del famoso Glacier Express (St. Moritz / Davos – Zermatt), conosciuto in tutto il mondo. A Täsch Presso il Terminal Matterhorn Täsch, lasciato il bus o l’auto, si sale direttamente e agevolmente sui  treni shuttle (su cui si può tranquillamente portare la bici). Dopo un tragitto di circa 12 minuti, attraverso  una frastagliata e romantica valle si raggiunge Zermatt nel cuore del villaggio del Cervino.

http://www.matterhorngotthardbahn.ch/it/Pages/default.aspx

Quì sotto alcune immagini di Zermatt

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Birrificio termale


All’uscita dell’autostrada Zurich-sud 32, lungo la Sihlpromenade, il vecchio birrificio Hürlimann è stato trasformato in maniera sapiente e colta, in un mix funzionale (ristoranti, uffici, sedi di multinazionali, negozi, ecc.) accattivante ed intelligente, che coniuga il paesaggio urbano del passato, con quello del futuro. Epicentro è  il Thermalbad & SPA di Zurich (http://www.thermalbad-zuerich.ch/), progettato dallo studio d’architettura Althammer Hochuli (http://www.althammer-hochuli.ch/ ), che  rappresenta un “esempio perfetto” di riuso. Infatti, qui si è attuata una trasformazione di un edificio produttivo storico, in una “luogo” di  incredibile successo.  Quella che era la sede di una vecchia fabbrica di birra è diventata una suggestiva SPA con affiancato un Hotel elegante. Vengono qui profuse, tra le strutture antiche, le doti della fonte di “Acqui”, già conosciuta in epoca romana. Un luogo intelligente, dal cui tetto, immersi nelle acque calde e terapeutiche, si può apprezzare il panorama dall’alto della città di Zurigo. Completano il tutto materiali naturali, un’illuminazione molto attenta e l’utilizzo di colori caldi alternati a quelli freddi. Costo per una giornata alle terme 25/35 euro. Tutto il complesso ex Hürlimann è diventato un luogo suggestivo e molto apprezzato (assolutamente da visitare se andate a Zurigo), molto frequentato dagli zurighesi di qualunque età. A volte il genius loci di un posto, seppur profondamente trasformato, può continuare ad offrire quella “centralità produttiva” che molto spesso qui da noi in Italia non sappiamo realizzare, incardinati come siamo (sia come progettisti, che come immobiliaristi e soprattutto come amministrazione pubblica) alle categorie funzionali storiche : residenza, terziario, produttivo; ormai ampiamente superate.

Le immagini soprastanti sono tratte dal sito : http://www.thermalbad-zuerich.ch/
 

Sihlpromenade
 

Dall’alto
 

Arredo urbano
 

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Prime Tower


La più alta costruzione della Svizzera è la “Prime Tower”(Maag-Tower). Un edificio di 126 metri di altezza per 36 piani, situato vicino alla stazione ferroviaria Hardbrucke di Zurigo. Il progetto lo si deve al duo zurighese di architetti Gigon & Guyer. L’edificio, costato 380 milioni di franchi è stato realizzato in 18 mesi. Al trentacinquesimo piano, con vista panoramica sulla città, un prestigioso ristorante, dal nome emblematico “Nuvole”.

L’intervento ha anche interessato la sistemazione di tutto l’intorno del lotto, una ex area dismessa. Sono quindi stati realizzati i seguenti edifici : Il “diagonal” che è stato restaurato e comprende al piano terra un ristorante, mentre al primo piano, al secondo ed al quarto piano, due gallerie internazionali; il “cubus” che  contiene spazi per piccoli uffici e gli archivi,  con in aggiunta, un centro di formazione, una nursery e un negozio di alimentari; la “piattaforma Business Building”, con la sua hall spaziosa, è la nuova sede del Revisore dei conti di Zurigo e della società di consulenza Ernst & Young. Inoltre, ospita un negozio per fotocopie e stampe ed un ristorante. Al centro del complesso, una piccola piazza verde, con una fontana di quelle radenti la pavimentazione, con getti d’acqua a sorpresa.

Il complesso, vicino anche al quartiere “Puls 5”, ed al negozio dei Fratelli “Freitag”, risulta accattivante e molto interessante, gli edifici più bassi, infatti dialogano con la torre, la quale “twitta” con la città, anche grazie al gioco di finestre che si aprono a pantografo. Una torre non banale e per nulla scontata, ennesima “architettura” intelligente degli architetti zurighesi Gigon & Guyer. La “Prime Tower”, con le sue facciate vetrate, è il simbolo più evidente della trasformazione della città di Zurigo e gode della certificazione Minergie (ZH-5000), inoltre la torre è stata costruita secondo le direttive del LEED (Leadership in Energy and Environmental Design), un sistema internazionale che classifica la compatibilità ambientale degli edifici. Ovviamente la torre, non ha parcheggi, secondo la migliore tradizione dei grattacieli europei, ma ha un grande deposito di biciclette. Quindi non a caso la “Prime Tower” è un osservatorio sul paesaggio urbano di Zurigo, una delle città con la più alta qualità di vita al mondo.

 

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Le Gole della Breggia


Le Gole della Breggia (tra Chiasso, Balerna, Morbio in Svizzera) sono un paesaggio naturale veramente eccezionale, di grande ed attualissimo interesse per la ricerca e di notevole valore didattico. La prima volta che ci sono stato, più di venti anni fa, in compagnia di un caro amico, Federico, il Parco nemmeno esisteva. Poi ci sono tornato con costanza, più volte, ed ho visto nascere questa meraviglia, che solo chi ha “la testa” in Europa ed uno “sguardo per il futuro”, ha potuto concepire. In Italia ciò sarebbe stato inimmaginabile, perlomeno in quegli anni di inizio millennio (2000).

La bellezza incommensurabile delle gole è stata come ripulita dalle presenze di un’industrializzazione selvaggia, presenze che non sono state cancellate, ma come re-interpretate, per divenire “acceleratori” di qualità, strumenti di “esaltazione” di un luogo ineccepibile e bello sia dal punto di vista geologico, che paesaggistico. Una vera e propria opera di “salvataggio del paesaggio”.

ll percorso parte dal parcheggio del Centro Commerciale di Chiasso, per poi proseguire dal Mulino del Ghitello (Centro visitatori) e costeggiando il fiume Breggia si incontrano successivamente la vecchia cementeria, il ponte di ferro, il complesso del Pastificio (Birreria) e la grande cementeria Saceba (Holcim). La serie di opifici copre un periodo che va dal 1600 a oggi è testimonianza “viva” del lavoro che qui è stato svolto in centinaia di anni.

Oltre la grande cementeria e dopo aver attraversato il fiume, si risale la Val della Magna, lungo il sentiero del Settecento, per raggiungere il colle di San Pietro, sul quale si trovano i resti di un castello medioevale e la Chiesa Rossa. Da questa posizione si gode una bellissimo panoramica paesaggistico del Parco. Il tutto è un sapiente intercalare delle meraviglie paesaggistiche (polle, gole, ecc.)  e geologiche, che il fiume, nel corso dei millenni ha disvelato.

Il recupero, moderno ed attuale della grande cementeria Saceba, sta generando un vero e proprio monumento dell’industria, che diventerà, con la nuova destinazione (museo, accoglienza, congressi, ecc.) un epicentro destinato a “costruire” il futuro paesaggistico di questa parte del parco.

Dato che è un luogo eccellente vicinissimo a Milano, circa 50 chilometri, una visita a questo parco “work in progress”, per ci ha a cuore il paesaggio, è cosa quasi dovuta.

http://www.parcobreggia.ch/

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