Aarau


Se vi capita di andare a Zurigo in Svizzera, potrebbe essere una cosa buona e giusta, deviare per una località non molto distante Aarau. La cittadina (poco più di 20.000 abitanti) capitale del cantone di Argovia è molto ben collegata con le città Svizzere di Berna e di Zurigo e di fatto ne rappresenta una sorta di continuità.

Aarau, posta in una zona strategica, su una piana alluvionale sulla riva del fiume Aar (che le diede il nome), ai piedi dei monti della catena del Giura, fu in passato un’importante centro tessile, e capitale della confederazione Svizzera per cinque anni tra il 1798 ed il 1803. L’omogeneo centro storico, possiede i tipici tetti a falde dipinti  più interessanti della Svizzera.

Vi chiederete perchè venire fin quì, ma se amate il paesaggio e l’architettura, lo scoprirete facilmente. La città è deliziosa, tranquilla, con un legame intimo, con il fiume che l’attraversa e con la sua “campagna”. Tantissimo verde, e quà, e là una serie di edifici di architettura contemporanea pregevoli che “twittano” con il paesaggio ed inusuali per un così piccolo centro. Ad iniziare dalla “Aargauer Kunsthaus Extension” concepita da Herzog & De Meuron nel 2003. Un edificio sensuale, in cui il muschio che si sviluppa copioso, soprattutto in autunno ed in primavera, sui blocchi di tufo della copertura/piazza, costituisce uno dei riferimenti principali dell’architettura percettiva  e mutevole, cara ai due “geniacci” di Basilea. Bellissimi anche gli interni, con la grande scala a chiocciola, che come un “cavatappi”, sembra attraversare tutto l’edificio fino in copertura. Vetrate e parapetti “fluo” completano la fascinazione, in un’operazione di marketing turistico, che ha anche molto da insegnare alla pochezza della politica italiana in merito.

Anche l’edificio del mercato coperto, tutto in legno, collocato nel centro storico (Flösserplatz), con la sua struttura a vista e le lamelle che creano un inusuale rapporto tra interno ed esterno, rappresentano un approccio “diverso” al tema dell’architettura. L’edificio si fa apprezzare soprattutto per il dialogo che instaura con l architetture del centro storico, dialogo che è anche “materico”.  Il progetto, vincitore di numerosi premi, lo si deve allo Studio Miller & Maranta, ed è del 2002 (foto sottostante tratta dal sito myswitzerland.com).

Il parcheggio sotterraneo, vicino alla stazione ferroviaria (foto sottostante tratta dal sito myswitzerland.com), è palesato in superficie, da una costruzione “plastica”. L’edificio progettato dallo studio di architettura Schneider & Schneider di Aarau genera un luogo di attrazione, determinando degli spazi di arredo urbano e di verde, rigorosi e definiti. Restituendo una percezione molto chiara della contaminazione teutonica di questa architettura.

Poi vi sono da vedere : La Stazione Ferroviaria di Theo Hotz (in vetro), la sopraelevazione Gais dello studio Frei Architekten AG (in beton),  la Hislanden Klinik di Architektur Burkard & Meyer Architekten Baden (in metallo e vetro), ecc. Sembra proprio che quì a Aarau, l’architettura dei materiali e della loro “percezione”, abbia un vero e proprio epicentro, facendoci riflettere sulla dimensione umana, sui sensi, quali apparati a cui l’architettura (quella vera), non può assolutamente prescindere.

Con il rispetto del copyright delle immagini selezionate

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