La città delle donne (Roma)


MAXXI

Roma è tornata al centro della “passerella” architettonica internazionale contemporanea  il 12 novembre 2009, con la presentazione alla stampa del MAXXI, il Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo, appena completato, progettato da Zaha Hadid (Baghdad, IRAQ, 1950).

Sono passati quasi dieci anni dall’assegnazione del concorso internazionale di idee per la realizzazione del nuovo centro museale romano. Nel lontano 2000, tra le oltre 270 candidature giunte, 15 gruppi progettuali ammessi alla seconda fase, il progetto vincitore risulta quello della archistar anglo/irachena. Sbaragliando illustri e più noti concorrenti come : Jean Nouvel e Rem Koolhaas,  viene così interrotta la supremazia del sesso maschile dello star system architettonico proponendo una soluzione progettuale innovativa e creativa. Nel 2004 Zaha Hadid vince il Premio Pritzker per l’architettura contemporanea.

L’architettura del MAXXI, che sulla carta sembrava irrealizzabile, ai più, ora genera un effetto ardito e dirompente. La spazialità è fluida, si potrebbe affermare “liquida”, degna della società descritta da Baumann. Un’architettura da vivere sul posto, più che da raccontare: le categorie canoniche d’interpretazione dell’architettura sembrano termini appartenenti al passato. Sale, stanze espositive, auditorium, laboratori, depositi, ecc., dedicati all’arte contemporanea nel suo insieme : architettura, fotografia, scultura, pittura, videoart, ecc.. Vedute, visuali, scorci inusuali, aperture, connessioni, disequilibri, si alternano attraverso una sorprendente articolazione spaziale, dove non esiste più una cesura tra interno ed esterno. Un altri enorme, alto più di 20 metri, con pochissimi pilastri, banconi/reception in Corian, gettato in opera, scale ardite auto-portanti, tutto sembra orchestrato per stupire. I costi lievitati da 50 milioni di euro, ad oltre 132 milioni di euro. L’idea del Maxxi nasce nel 1998 con il trasferimento delle ex caserme Montello al Mibac. Nel 2000 lo studio Zaha Hadid si aggiudica il concorso per il progetto. Nel 2003 iniziano le demolizioni e la costruzione dell’opera ad opera dell’Ati Maxxi 2006 (Italiana costruzioni e Sac). L’opera è stata costruita su un lotto di 29mila metri. Gli spazi esterni sono di 19.640 metri (oggi oggetto di interventi di land-art ed istallazioni provvisorie d’arte. La superficie espositiva complessiva è di oltre 10mila metri quadrati.

MACRO

Odile Decq (Laval, Francia, 1955) , fu la vincitrice nel lontano 2001, del concorso internazionale bandito dal Comune di Roma per l’ ampliamento del Macro (Museo d’Arte Contemporanea Roma). Il museo ha aperto al pubblico il 3 dicembre 2010. Il progetto, interrompe l’approccio tradizionale tipicamente italiano di esasperata integrazione tra vecchio e nuovo, quando ci si trova, come qui, in un contesto di carattere storico, la nuova costruzione si inserisce nella struttura preesistente ridefinendone però l’intera morfologia ed il percorso espositivo. L’opera architettonica è stata realizzata con il coordinamento tecnico e procedurale dell’Ufficio Città Storica dell’Assessorato all’Urbanistica, mentre il controllo amministrativo è stato curato direttamente dalla Sovraintendenza ai Beni Culturali di Roma. La direzione dei lavori è stata seguita dal team Zètema Progetto Cultura, società a cui sono stati dati in gestione anche i  servizi museali.

Il MACRO, con l’addizione dei nuovi spazi, pensati da Odile Decq, diventa un luogo museale contemporaneo che illustra il percorso creativo che conduce alla contemporaneità. La nuova e unica entrata del Museo, segna l’ingresso di un’architettura dedicata all’arte, un intero isolato, caratterizzato da una superficie espositiva considerevole, cui si aggiungono le nuove aree dedicate ai servizi e al pubblico: la grande terrazza “sui tetti”, la sala conferenze, la libreria (con ampia dotazione di testi), il ristorante, la caffetteria (molto intima e piacevole), il parcheggio e l’area didattica, per raggiungere una superficie complessiva di 19.590 mq, incluso il parcheggio pluripiano interrato di oltre 160 posti auto, utilizzabile anche dai residenti del quartiere.

Le forme dinamiche e colorate della nuova struttura, perfettamente integrate nel contesto preesistente, creano ora un paesaggio di percorsi, anche aerei, sensuale e luminoso (di luce naturale) in cui i diversi linguaggi del contemporaneo trovano la loro collocazione spaziale naturale. Si instaura così un “sistema ridondante” in cui la nuova costruzione “impollina” gli elementi che la circondano, restituendo una trasparenza seducente ed articolata.

Il complesso degli edifici della ex Birra Peroni, dove ha sede il MACRO fu realizzato dall’architetto Gustavo Giovannoni, tra il 1901 e il 1922. Nel 1989 il Comune di Roma destina una parte dello stabilimento a sede della Galleria Comunale d’Arte Moderna, ed iniziano i lavori, seguiti direttamente dalla Sovrintendenza di Roma. Finalmente nel settembre 1999 la galleria apre al pubblico. Nel 2001 un concorso internazionale assegna i lavori di riqualificazione del secondo lotto dello stesso isolato della fabbrica all’architetto francese donna Odile Decq. Nel 2002 sono stati assegnati al MACRO due capannoni dismessi del Mattatoio di Testaccio, nel 2003 è stato restaurato e aperto al pubblico un primo capannone di circa 1.000 mq con il nome di Macro Future, oggi MACRO Testaccio, nel 2007 è stato aperto al pubblico il secondo capannone di altri 1.000 mq, sempre con ingresso da piazza Orazio Giustiniani. Nel marzo 2010 è stato restaurato un terzo padiglione dell’ex Mattatoio di Roma denominato Pelanda dei suini. Costo complessivo dell’intervento di Odile Decq, 27 milioni di euro.

Due architetture, due edifici realizzati da due donne, con diverse sensibilità spaziali, ed anche due “fisicità” e profili caratteriali diversi. Architetture che ci hanno regalato due ex aree dimesse, proiettate nel futuro, in maniera intelligente. Due “granai per i periodi di carestia” scriverebbe saggiamente Marguerite Yourcenar.

Se andate a Roma, per una volta, lasciate perdere i ruderi, le macerie, la storia, la “memoria” di cui la nostra splendida capitale è piena e proiettatevi per un attimo in questa nuova “dimensione”, un po’ più  periferica, dove il “paesaggio contemporaneo”, fatto di cemento ma realizzato con sensibilità “al femminile”,  può riservarvi considerazioni inaspettate.

MAXXI

Sito istituzionale : http://www.fondazionemaxxi.it/

Video : http://vimeo.com/12708450

Sito della progettista : http://www.zaha-hadid.com/

MACRO

Sito istituzionale : http://www.macro.roma.museum/

Video : http://vimeo.com/12146980

Sito della progettista : http://www.odbc-paris.com/web/

Con il rispetto del copyright delle immagini selezionate

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