Ufo robot, ufo robot…tataratatarattatttta


Le nanotecnologie sono l’insieme dei metodi e delle tecniche  per la manipolazione della materia a scala atomica e molecolare. Esse hanno lo scopo di costruire prodotti con speciali ed eccezionali proprietà chimico – fisiche.  In un famosissimo discorso, nel 1959, del futuro premio Nobel per la Fisica Richard Feynman (Nobel nel 1965), di fatto si diede inizio alla ricerca in questo campo, così definito della “nanoscienza”.

La cosa “inquietante” è che ancora oggi, che molti prodotti che utilizzano le nanotecnologie vengono gradualmente messi in commercio, anche se non sappiamo bene prevedere i rischi a livello molecolare dell’inserimento nell’ambiente di questi “nanoprodotti”.

Proiezioni, sostengono che il mercato delle nanotecnologie potrà diventare nel periodo 2010/2015 di circa cinque volte più importante di quello dei semiconduttori. In Italia il Veneto è all’avanguardia in questo settore, avendo l’unico distretto di ricerca e produzione “orientato” esclusivamente sulle nanotecnologie (http://www.venetonanotech.it/it/).

Mentre alcuni di questi nuovi materiali possono avere applicazioni benefiche ed innovative nelle procedure mediche, medicazioni di ferite e prodotti farmaceutici, cresce enormemente la preoccupazione sui possibili effetti tossici, sia per gli esseri viventi che per l’ambiente. Le nanoparticelle sono state collegate soprattutto alle malattie polmonari e ai danni genetici. Soprattutto quando questi materiali vengono utilizzati nell’edilizia quali : pitture, vernici, coibenti, impermeabilizzanti, ecc..

Si legge sul blog http://www.ecplanet.com/node/1878 che :

“Adesso, per la prima volta, uno studio scientifico ha stabilito una relazione chiara e causale tra il contatto umano con le nanoparticelle e gravi problemi di salute. Secondo un articolo pubblicato sull’ European Respiratory Journal

(http://www.nano.org.uk/news/aug2009/latest1937.htm)

da un gruppo di ricercatori cinesi diretti da Yuguo Song, del Dipartimento di Medicina del Lavoro e Tossicologia Clinica del Chaoyang Hospital di Beijing, sette giovani operaie si sono gravemente ammalate dopo aver lavorato in una fabbrica di vernici che utilizzava la nanotecnologia. Le operaie hanno sofferto danni gravi e permanenti ai polmoni, oltre ad eruzioni cutanee su viso e braccia. Due di loro sono morte, mentre le altre cinque non sono ancora guarite, nonostante siano passati diversi anni. Circa cinquecento studi hanno dimostrato la tossicità della nanotecnologia per gli animali, le cellule umane e l’ambiente. Sebbene l’articolo di Song provi per la prima volta l’evidenza della tossicità negli esseri umani, secondo la ricercatrice Silvia Ribeiro questo risultato potrebbe essere solo la punta dell’iceberg di un’industria estremamente rischiosa.”

Oggi, secondo studi recenti, più di due migliaia di prodotti basati sulla nanotecnologia, sono stati resi disponibili ai consumatori di tutto il mondo. E’ sempre più crescente l’utilizzo delle minuscole particelle in ogni cosa, dai prodotti convenzionali come gli utensili da cucina antiaderenti, accendigas, racchette da tennis più resistenti, fino a dispositivi sofisticati come sensori indossabili che monitorizzano la postura. In edilizia è un vero e proprio “boom”. Continuamente arrivano ai tecnici e/o progettisti, e-mail o pubblicità su prodotti che utilizzano nanotecnologie, come ad esempio: 1) pitture miracolose, traspiranti ed in grado di “coibentare” un muro come se si fosse fatto un “cappotto” di 10 cm di spessore, frutto della tecnologia aerospaziale; 2) pannelli di spessore infinitesimale, in grado sostituirsi direttamente ai muri, grazie a gel miracolosi; 3) convertitori di ruggine in grado di risanare, per sempre,  i metalli aggrediti; ecc. ecc..

Certo i costi sembrano ancora leggermente proibitivi, ma continuano a ridursi di anno in anno. L’immagine e la facilità d’uso di questi prodotti, ne consentono una rapida penetrazione sul mercato, ma come abbiamo visto i rischi ci sono e fintanto che non è stato realizzato uno studio epidemiologico su larga scala, forse sarebbe meglio non adottarli ed introdurli così nell’ambiente. Viene in mente, con le nanotecnologie, la facilità e la superficialità, con cui, fu introdotto l’Eternit nell’ambiente, ed i danni che poi produsse all’ambiente stesso ed all’uomo.

Con il rispetto del copyright delle immagini selezionate

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