Eutanasia di una Città Giardino


Nascere in una città giardino, nascere e vivere per una parte della mia vita a Milanino, come mi è capitato, è dal punto di vista didattico, un’esperienza incommensurabile. Il paesaggio e la sua cura, ti entra dentro, ti segna per sempre, e fa parte indissolubile del tuo codice genetico. I coni ottici di parterre erbosi infiniti su cui giocare, costituiscono qualcosa di indimenticabile. Scorrazzare in bicicletta, per vie alberate con nomi di alberi e fiori, in cui la mobilità automobilistica è ridotta, una vera e propria lezione di vita. In via dei Tigli, si può apprezzare, quando è la stagione il profumo mieloso dei fiori del tiglio; in via degli Ippocastani, rimirare a primavera la copiosa fioritura bianca degli ippocastani. In estate i villini esondano di colori e le alberature delle vie, consentono passeggiate nella frescura anche nelle ore più calde. Ovunque, soprattutto al sorgere ed al tramonto, un cinguettio si diffonde in tutte le direzioni dagli alberi. E dietro al Milanino, la cascina, dove una volta si andava a prendere il latte e la verdura, “mangiandosi” quel paesaggio delizioso. Quindi se il paesaggio è intelligente, sia esso urbano o agricolo, può essere una fonte didattica indispensabile, che segna la storia della vita degli uomini.  Ritornare a fare “paesaggi intelligenti” questa dovrebbe essere la missione che ci compete: ed invece……….

Il piano urbanistico di Milanino, concepito, dalla borghesia milanese quale “città ideale” per vivere, nei primi anni del Novecento, venne iniziato a costruire nel 1909 (il progetto è del 1907). L’impianto urbanistico sostanzialmente fu pensato strutturato su due assi principali, e da una serie di vie minori (su cui si affacciano i lotti edificabili), dall’andamento sinuoso. I due assi “portanti” sono: un grande viale alberato che taglia la città, viale Buffoli, sistemato a giardino; ed un’altro, più urbano, al cui lato scorre la linea tramviaria per Milano, viale Cooperazione. Rigorose norme edilizie definiscono la decorazione delle fronti, l’altezza delle case, le recinzioni. Innovativi per l’Italia, sono i progetti e la realizzazione degli impianti stradali di fognatura, dell’acqua potabile, dell’illuminazione. Agli inizi del Novecento, si stava sviluppando il movimento anglosassone delle “garden cities” , e Milanino fu costruita prendendo a modello le nuove cittadine inglesi di Hampstead, Letchworth, ecc..

Viene costituita la Cooperativa inquilini che presto conta migliaia di soci. Nel 1913 le costruzioni di villini, ed edifici di servizio, sono oltre cento. Viene creato un centro di servizi, lungo viale Cooperazione, con un importante spaccio, un edificio pluripiano lungo ed imponente. Con la guerra e la Prima Guerra Mondiale (1915/18) il  progetto ambizioso di Milanino entra in una crisi profonda. Alla fine della seconda guerra mondiale (1945) Milanino, in completa stasi, è edificata per circa la metà. I regolamenti edilizi mutano e la speculazione edilizia  accelera l’aggressione alla città giardino. Alcuni importanti edifici vengono profondamente trasformati, altri abbattuti, per far posto a più consistenti volumetrie, soprattutto a partire dagli anni sessanta/settanta. Una petizione popolare con una precisa richiesta alla Regione Lombardia perché disponga sull’intero villaggio il vincolo ambientale previsto  dalla legge 1497/39, viene consegnata negli anni ottanta . Nel 1984,  l’assessore regionale al Coordinamento  per il territorio e l’urbanistica, appone  il vincolo. Milanino ottiene così il riconoscimento del suo valore culturale, sociale,  architettonico e urbanistico. Dal 9 giugno 1997 la Regione Lombardia ha attribuito al Comune di Cusano Milanino la subdelega per l’applicazione del vincolo. Nel 2010 la Giunta Regionale con la pubblicazione della deliberazione 10 febbraio 2010, relativa ai Comuni di Cinisello Balsamo e Cusano Milanino, rende operativa la dichiarazione di notevole interesse pubblico del Sobborgo giardino di Milanino e del quartiere Regina Elena (articolo 136, lettere c e d, decreto legislativo n. 42/2004).

Oggi per Milanino, si sta attuando una nuova aggressione sistematica alla sua integrità, tutelata per Legge. Una vera e propria “cementificazione” puntiforme e diffusa. Secondo l’attuale PGT (Piano di Governo del Territorio) adottato dall’infelice Giunta Comunale lo scorso 5 dicembre 2011, chi abita nel quartiere del Milanino potrà aggiungere volume. Infatti si passa da un indice di 0,65 metro cubo/metro quadrato a 1,05 mc/mq. Significa, in parole più semplici, che prima per un metro quadro di casa si sarebbe potuto aggiungere 0,65 metri cubi, oggi 1,05. Un “regalia” , che si applica nell’area del Quartiere dei primi del Novecento, che ricade sotto un vincolo regionale di interesse storico-paesaggistico.

Nel PGT l’indice viene riportato come 0,35 mq/mq, ovvero si presenta solo sotto forma di estensione in superficie, che però moltiplicata per 3,00 metri di altezza virtuale, porta ad un incremento volumetrico di 1,05 mc/mq.

Poi sempre nel PGT di Cusano Milanino, con l’inserimento del piano per l’area ex Pirelli, si ratifica una distruzione sistematica di una memoria storica produttiva, che è parte integrante della Città Giardino. I bellissimi capannoni, verranno rasi al suolo, per fare spazio alle solite abitazioni ed a spazi commerciali. Insomma ”volume senza senso”, probabilmente invendibile, avulso dalla “memoria” della Città Giardino. Mentre tutto potrebbe essere facilmente recuperato, insediando lì funzioni “intelligenti” e nuove.

Sempre come “aggressione” alla Città Giardino, che necessita di “fasce di rispetto e di tutela”, le aree del Parco agricolo del Grugnotorto (P.L.I.S. – Parco Locale di Interesse Sovracomunale) subiscono nel PGT di Cusano Milanino una loro “perdita di importanza”. Queste aree rappresentano invece l’ultima risorsa di un territorio dove si è attuata nei decenni scorsi una politica di consumo esasperato di suolo agricolo, che deve essere rallentata ed interrotta con apposite prescrizioni e strumenti urbanistici. Quindi, nel Piano di Governo del Territorio, queste aree dovrebbero essere inserite quali suoli prioritari, che ne assicuri, nel corso del tempo la loro tutela. Invece così non sta avvenendo.

E poi c’è il grande, ed architettonicamente banale, centro residenziale e commerciale “Esselunga” (in corso di costruzione dal 2015), che ha cancellato per sempre l’area industriale ex Gerli, che poteva tranquillamente essere riqualificata inserendovi le stesse funzioni………

Appunto : eutanasia sistematica di una Città Giardino

Con il rispetto del copyright delle immagini selezionate

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2 risposte a Eutanasia di una Città Giardino

  1. angela ventura ha detto:

    Bellissima, ci sono stata e sono rimasta estasiata.Queste sì che sono città.

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