Quando il magnifico edificio museale di New York, nella Fifth Avenue, il Solomon R. Guggenheim, fu inaugurato, Frank Lloyd Wright era già morto. Infatti ci vollero 16 anni per completare quest’opera, dl 1943 al 1959, Wright morì qualche mese prima. Come scrive la bravissima Sibyl Moholy-Nagy nel numero 227 di Casabella-Continuità (Monografico sull’architetto americano), Wright fu uno degli architetti del Movimento Moderno che si ispiravano alla tecnologia, partendo quindi dai diagrammi di resistenza, formule aggregate ed indici di abitabilità, e non alla filosofia trascendentale dell’architetto né da assiomi religiosi o etici. Se poi capita che i risultati sono belli è merito della dimostrabile obbiettiva coesistenza di struttura, forma e funzione.

Dichiarava Frank Lloyd Wright : “Un architetto coscienzioso impara a capire la natura dell’anima umana tanto bene che il carattere della sua abilità strutturale può talvolta consentire di definire l’architettura organica come il desiderio dell’uomo di regalare l’uomo all’uomo”.

Dalla penna di Wright uscirono alcuni progetti di una genialità autentica : Taliesin West, uffici amministrativi Johnson A Racine Wisconsin, la casa sulla cascata a Bear Run, lo stesso Solomon R. Guggenheim Museum a New York, tutti edifici in cui ordine, armonia, funzione, ambiente trovano una sintesi nell’edificio progettato.

Infatti Wright precisava : “ Oggi in virtù dei progressi scientifici l’uomo moderno intende chiaramente la bellezza come ordine integrale, ordine compreso dalla ragione e realizzato dalla scienza. Una volta stabilito l’ordine integrale, potrete sentire il ritmo dell’armonia conseguente . essere armonioso significa essere bello, è una piattaforma da cui lanciarsi verso quell’infinito in movimento che è il presente”.

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