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Builders of the future

Silenzi eloquenti


“Viviamo assediati dal rumore, sottomessi al ritmo sincopato e frenetico di un’attualità che lancia fugaci lampi sul mondo per suscitare immagini istantanee che scompaiono prima che le possiamo catturare. Dal fermento di questa realtà disgregata e turbolenta sorge una cultura sempre più ossessionata dal dover registrare le palpitazioni del presente. Un cultura mediatica, immersa nel rumore dell’informazione e dei fatti, alla quale, per farsi sentire, non resta altro che gridare più forte. Una cultura effimera che, trascinata dall’attualità in una vertiginosa fuga in avanti, finisce per confondersi con questa, riproducendola e amplificandola senza il minimo segno di distanza. Il rumore del mondo è oppressivo e assordante. L’unico in grado di opporsi al rumore è il silenzio. Il silenzio apre una profonda breccia nello scenario convulso e febbrile della nostra vita quotidiana. Genera una cavità e uno spazio vuoto, che ci distoglie dal vortice dell’attualità. Ma, paradossalmente, questa invocazione al silenzio non è che una rivendicazione della parola. Il silenzio, infatti, non si oppone alla parola, della quale è fedele alleato, ma al rumore, che è il suo acerrimo nemico.”

Carlos Martì Aris – Silenzi eloquenti – Christian Martinotti, 2002

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La Grande Muraglia


Perchè in un luogo come Milano, assistiamo quotidianamente alla cementificazione sistematica del territorio?

Perchè a Milano molti interventi progettati ed in corso di costruzione verranno realizzati solamente parzialmente ed in maniera ampiamente modificata rispetto al progetto iniziale?

Perchè a Milano non è possibile trovare delle soluzioni progettuali che risolvano la contraddizione tra sviluppo del territorio e  eco-sostenibilità del sistema urbano?

Quello che siamo autorizzati a pensare della Grande Muraglia (Cinese): è che non era tanto una mossa militare, quanto mentale. Sembra   la fortificazione di un confine, ma in realtà è l’invenzione di un confine. E’ l’astrazione concettuale, fissata con tale fermezza e irrevocabilità da diventare monumento fisico e immane.

E’ un’idea scritta con la pietra.

L’idea era che l’impero fosse la civiltà, e tutto il resto fosse barbarie, e quindi non – esistenza. L’idea era che non c’erano gli umani, ma Cinesi da una parte e barbari dall’altra. L’idea era che lì in mezzo ci fosse un confine: e se il barbaro, che era nomade, non lo vedeva, adesso l’avrebbe visto : e se il cinese che era impaurito se lo dimenticava, adesso se lo sarebbe ricordato. La Grande Muraglia non difendeva dai barbari: li inventava. Non proteggeva la civiltà : la definiva. – ( Alessandro Baricco – I Barbari, saggio sulla mutazione – Economica Feltrinelli 2006 )

A Milano si costruisce per difendere l’idea di una città che non c’è più, l’idea che Milano possa essere come le grandi capitali del Mondo, un luogo eccellente per quanto concerne il costruito. Si costruisce QUANTITA’ (a Milano oggi si stanno costruendo 4.500.000 di metri quadrati di superficie lorda di pavimento, pari a circa 15.000.000 di metri cubi ) a scapito della QUALITA’, perchè cosi’, come i Cinesi con la Grande Muraglia, si spera di difendere il proprio (piccolo) mondo (antico) e le regole (mafiose/lobbistiche) consolidate.

La Grande Muraglia Cinese

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Una città da buttare


Dalla mappa soprastante (tratta dal Corriere della Sera del 5 febbraio 2011, pagina 3, cronaca di Milano) emerge in maniera chiara la quantità di “cemento/spazzatura” che travolgerà Milano nei prossimi decenni. Si tratta della schematizzazione degli interventi previsti sul territorio dal PGT, approvato dal Consiglio Comunale venerdì 4 febbraio. Un PGT approvato senza tenere conto delle 4.765 osservazioni, formulate dai cittadini milanesi. Un atto gravissimo, autoritario ed antidemocratico, per il quale le opposizioni formuleranno un ricorso.

La “colata di cemento” colpirà in maniera particolarmente grave, soprattutto nell’area nord della città, dove si concentrerà oltre il 65% degli interventi (e ciò è evidente dalla mappa soprastante), il tutto senza tenere conto dei PGT dei comuni confinanti. Infatti, Cologno Monzese, Sesto San Giovanni, Cinisello, Cusano Milanino, Bresso, Cormano, Novate Milanese, ecc., chi in piccolo (Novate M.), chi in grande (Sesto S.G.), preparano strumenti urbanistici di forte espansione volumetrica, alla disperata ricerca di oneri di urbanizzazione che li finanzino. Insomma tutti, senza consultarsi, costruiscono verso nord, facendo finta di niente, una “città mostruosa”, residenziale e terziaria, fatta di cemento/spazzatura, dove si insedieranno centinaia di migliaia di abitanti e migliaia di addetti. Una città di palazzoni, grattacieli, centri commerciali, residenze, uffici, viabilità deliranti e soprattutto ingorghi, caos, inquinamento. Pochissimi i parchi. Una città di “confine” dove tutti “stipano” volume. Creano così scientemente, le amministrazioni pubbliche, “spazzatura urbanistica”, affidandosi soprattutto ai privati, delegando, con la logica del “lasciar tutto libero”. Fatto che genererà ulteriori effetti negativi dati dal fatto che il privato eseguirà varianti (dimensionali e funzionali) a ciò che ha progettato, aggiungendo spazzatura a spazzatura, visto che molto raramente i grandi progetti hanno generato la qualità urbana che enunciavano.

La Milano del futuro sarà una montagna di “cemento/spazzatura”, come nella mappa sottostante, una città spostata verso nord, dove per forza si dovrà ragionare a livello di Area Metropolitana, per risolvere problemi che in futuro, per forza, coinvolgeranno anche i comuni limitrofi in maniera molto più grave di come sta avvenendo oggi : inquinamento, salute pubblica, viabilità, trasporti pubblici, ecc..

Densità abitativa dei comuni dell’Area Metropolitana Milanese ( Fonte ISTAT elaborazione byccibeton ) – VERDE (500 abitanti per chilometro quadrato) – GIALLO (da 500 a 1000 abitanti per chilometro quadrato) – ROSSO (oltre 1000 abitanti per chilometro quadrato) – IN NERO (il perimetro della città che verrà, dei PGT del Nord dell’Area Metropolitana, tra 6000 e 7000 abitanti per chilometro quadrato)

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Vals – Valsertal


Cappella di S. Benetegt

“L’architettura ha il suo proprio ambito di esistenza. Ha con la vita un rapporto corporeo. Personalmente non la ritengo né messaggio, né segno, bensì involucro e sfondo della vita che scorre. Un recipiente sensibile per il ritmo dei passi sul pavimento, per la concentrazione del lavoro, per il silenzio del sonno. […] Produrre delle immagini interiori è un processo naturale che tutti conosciamo. E’ parte integrante del pensare. Pensare associativamente, selvaggiamente, liberamente, ordinatamente, e sistematicamente per immagini, per mezzo di immagini architettoniche, spaziali, colorate e sensoriali; ecco la mia definizione prediletta del progettare” (Peter Zumthor, Pensare Architettura)

Ho condiviso con due cari amici le acque ferrose di una valle luminosa incastonata tra le montagne dei Grigioni, nella Svizzera interna. Siamo partiti da Milano (ore 8,30 del 3/o7/2011), in una di quelle giornate di luglio calde ed umide (30 gradi, oltre il 65% di umidità), che fanno venire voglia solamente di fuggire da questa triste e caotica città. Velocemente ci siamo incamminati per “la Via delle Genti” (E 35) l’autostrada, disegnata con colta sapienza paesaggistica, da Rino Tami, che attraversa tutto il Canton Ticino. Poi a Biasca, lasciata l’autostrada, abbiamo preso per il Passo del Lucomagno (aperto da maggio ad ottobre). La giornata era soleggiata, ma molto fresca, al passo (1914 metri) la temperatura non superava i 14 gradi.

 Lucomagno

Siamo poi siamo discesi, abbandonando il Canton Ticino, per arrivare a Disentis/Munster, cittadina importante dei Grigioni. A Disentis è possibile visitare la stalla didattica, con vendita di formaggio,  Sennaria Surselva (poco prima del paese) progetto dell’architetto Gion Caminada, che ha ricevuto un ambito premio dell’ordine degli architetti svizzero (S.I.A.). Il Cantone dei Grigioni è per superficie uno dei maggiori della Svizzera, che è una confederazione di Cantoni, a Democrazia Diretta. Solo nel decennio 1970-2003, nei Grigioni hanno votato referendum popolari per ben 262 volte. Arrivati a Somvix, abbiamo preso per il paese di S. Benedetg, dove era prevista la nostra prima tappa, per visitare l’affascinante cappella lignea del paesino, incastonata su un crinale che domina la valle e le montagne, costruita nel 1988 da Peter Zumthor. Scrive il progettista: “Lavoro nei Grigioni, in un villaggio rurale, attorniato dalle montagne; lavoro a partire da questo luogo ed è lì che vivo. Talvolta mi chiedo se ciò influenzi il mio lavoro e del resto non mi dispiacerebbe immaginare che così potrebbe essere” (P. Zumthor – Pensare architettura – Mondatori Electa 2003). Alle 12,15, consumiamo seduti su una delle fontane del paese un frugale pasto al “sacco” che ci siamo portati da casa (la Svizzera è per noi italiani, che non abbiamo un cambio favorevole con l’euro, molto cara).

Somvix

Alle 13,00 partiamo in direzione della nostra meta, le terme di Vals, dove arriviamo, tra paesaggi montani ameni dominati dalle acque che percolano dai monti, alle 14,00. Visitiamo il paese, con stupende abitazioni lignee di chiara impostazione Walser, risalenti al XV secolo. Alle 14,30 arriviamo, ed entriamo, alle terme di Vals, disegnate e realizzate dal noto architetto svizzero, Zumthor, una delle archistar mondiali, che però rifiuta i progetti troppo onerosi e si accontenta di progettare solamente quello che riesce a realizzare nel suo piccolo studio/abitazione di Haldenstein vicino a Coira.  Scrive Peter Zumthor “ Le terme di Vals  non sono un’esibizione di giochi acquatici alla moda; esprimono , piuttosto, la silenziosa primaria esperienza del bagnarsi, lavarsi, rilassarsi nell’acqua, dal contatto del corpo con la pietra e con l’acqua a diverse temperature e in differenti situazioni. Uno spazio interno continuo, simile ad un sistema geometrico di caverne, si sviluppa attraverso una struttura di grandi blocchi di pietra e si amplia a partire dagli stretti corridoi a contatto con la montagna fino al prospetto principale, in cui sono ritagliate ampie aperture affacciate sul mondo esterno.” (P. Zumthor – Pietra e acqua – Casabella n° 648 – settembre 1997). Poi finite le abluzioni, rilassati, ed empi di bellezza, a sera, siamo tornati, attraversando il Passo del San Bernardino e la Val Mesolcina, verso Bellinzona. E da qui a Milano, dove siamo arrivati verso le 21,30 proprio all’inizio di un temporale estivo. In tutto 483 chilometri (230 da Milano a Vals, 253 da Vals a Milano).


 Vals – Valsertal
 
http://www.therme-vals.ch/it/#
 

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Ping – Pong


SURASI KUSOLWONG (Ayutthaya, Tailandia, 1965) vive e lavora a Bangkok. All’Hangar Bicocca di Milano la sua mostra criptica ed al contempo accattivante, si occupa di PING-PONG…….. ed anche di POLITICA. Lo testimonia l’ultima immagine emblematica di questo articolo, che suona un pò come un ammonimento, a cui noi italiani dovremmo prestare particolare attenzione!

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LC, dépôt des ordures, Marseille


Può essere un deposito dei rifiuti una grande architettura? Forse sì, se, come Le Corbusier (LC) a Marsiglia nel 1951 si persegue l’obbiettivo, e ci si confronta con il tentativo di progettare e costruire ogni cosa, come se dovesse essere “l’oggetto più bello del mondo”. LC ci stupisce anche quì, in una piccola architettura tecnica, quasi nascosta, a latere della grande “Unite d’Habitation”. Un piccolo deposito che, grazie anche al contributo di Iannis Xenakis (musicista e anima critica di LC, nonchè grande suggeritore), diventa un oggetto particolare,  rilevante. Un luogo marginale, acquista, proprio nel “beton” che lo definisce, il ruolo di architettura sperimentale, in cui la rigida “regola” della composizione architettonica, si fa da parte, per dare spazio ad un volume organico, quasi modellato dalle forze gravitazionali che lo fanno stare in piedi.

E poi come sempre grande attenzione per i dettagli: una pensilina che sembra galleggiare nell’aria, delle forometrie di ventilazione che richiamano le architetture arabe, una forma inusuale quasi da igloo. E ancora, pochi materiali, semplicità estrema; come si dice : “Nella cura dei dettagli stà la dimostrazione dell’esistenza di Dio”.

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Expo 02


Expo.02 è stata la sesta esposizione nazionale intermedia (cioè tra due Expo), che si è tenuta dal 15 maggio al 20 ottobre 2002. L’esposizione ha avuto luogo intorno ai laghi di Neuchatel , Bienne/Biel e Morat/Murten . Era divisa in cinque siti, che sono stati chiamati Arteplages, a causa della vicinanza delle acque (alcuni siti sono stati realmente, totalmente o parzialmente costruiti sull’acqua). I cinque Arteplages erano situati sulle sponde dei laghi afferenti le località sopra citate e su una chiatta mobile che viaggia da un sito all’altro. La chiatta ha rappresentato il Cantone di Giura , che non ha accesso a nessuno dei tre laghi. L’Expo fu pensata per affrontare temi ecologici, quali: acqua, energie rinnovabili, verde, ecc.. La realizzazione di tutte le strutture e dei padiglioni seguì un rigido protocollo in merito all’utilizzo di prodotti riciclabili ed ecologici.

Expo.02 è stata oggetto di controversie in Svizzera a causa di molti problemi finanziari incontrati. L’organizzazione e la catastrofica mancanza di fondi ha minacciato di porre fine al progetto, che è stato salvato all’ultimo momento dal governo federale, che ha messo in una grande quantità di denaro pubblico per salvare la manifestazione. Expo.02 costo 1,6 miliardi di franchi. La maggior parte di esso proveniva da grandi aziende svizzere che hanno sponsorizzato le mostre nelle diverse Arteplages. In qualunque caso Expo 02 è stata per la Svizzera un “bagno di sangue” dal punto di vista economico.

Secondo gli organizzatori, più di 10 milioni di presenze sono state contate, e la mostra è riuscita a raggiungere il suo obiettivo unico e solo: il piacere del pubblico.

Dopo, sistematicamente e con una spesa no indifferente, tutto è stato ri-sistemato ESATTAMENTE COME ERA PRIMA, facendo in modo che nulla abbia inciso sui delicati ecosistemi interessati da Expo 02. Va inoltre segnalato che la mostra è stata la prima esposizione con una massiccia partecipazione di volontari, che si sono prestati sia alla realizzazione che alla gestione degli eventi, nonché alla loro completa de-costruzione.

Il tutto come avveniva una volta per le Grandi Esposizioni Universali dei primi del Novecento. Perchè anche a Milano non si può realizzare un’Expo similare?

UN’ EXPO CHE ABBIA NEL PROPRIO GENOMA LA SUA COMPLETA SPARIZIONE, IL SUO RICICLAGGIO DOPO L’EVENTO.

PROPRIO COME SE FOSSE UN RIFIUTO CHE DEVE ESSERE RICICLATO!

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Polvere !


Polvere al microscopio

“Ogni superficie desidera e invoca la polvere, perchè la polvere è la carne del tempo. Ma qui’ il desiderio sembrava ormai spento. Adesso, pensai la polvere filtrerà dentro gli oggetti, si fonderà con gli oggetti, e alla fine ne prenderà il posto.”

Iosif Brodskij – Fondamenta degli incurabili

La polvere è ovunque, entra da qualsiasi fessura e poi si deposita su tutto quello che trova. Bastano pochi giorni, o addirittura poche ore che, specialmente sui mobili, vedrete formarsi un deposito di minuscole particelle. Con il passare del tempo, questo deposito diventerà una patina sempre più spessa. Alle persone sensibili, certi tipi di polvere provocano asma e perfino bronchiti.

Campioni di polvere possono essere raccolti in numerosi ambienti e di conseguenza essi avranno una composizione diversa. Per esempio, su oggetti situati all’aria aperta di un ambiente naturale ci si può aspettare di trovare frammenti di piante, muffe, insetti, pollini, spore, microrganismi, polveri minerali. Nell’aria di un bosco, i detriti di origine biologica sono predominanti, mentre in un deserto lo sono i detriti di origine minerale.

Nell’aria di una città, sono presenti prevalentemente particelle provenienti dalle emissioni dei veicoli e dagli impianti di riscaldamento domestico. Seppure in quantità inferiore, avrete anche particelle derivanti dall’usura dei freni e dei pneumatici e particelle minerali. . In una camera, la polvere dovrebbe essere più ricca di fibre tessili, di particelle alimentari, pelle umana (perdiamo alcuni grammi, ogni giorno, di cellule), ma  ci saranno anche acari e i loro escrementi (che scatenano le allergiè di chi è sensibile).

LA POLVERE E’ IL PRINCIPALE RIFIUTO PRODOTTO DALL’ATTIVITA’ DEGLI ESSERE UMANI SU QUESTO PIANETA!

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Il Plastinatore


Lo sapevate che i corpi possono conservarsi intatti e inalterati tramite un processo chiamato “plastinazione”.

Gunther von Hagens ha utilizzato questo procedimento, da lui inventato, su corpi umani e ora lo adopera per organizzare delle mostre, dove mette in evidenza la caducità del corpo umano, che dopo la morte viene trattato come un rifiuto speciale” da nascondere, da celare.

Gunther von Hagens (nato nel 1945) è  un anatomopatologo tedesco, inventore della plastinazione, un procedimento che permette la conservazione dei corpi umani tramite la sostituzione dei liquidi con dei polimeri di silicone. Questa tecnica rende i reperti organici rigidi ed inodori, mantenendo inalterati i colori.
La plastinazione è un procedimento che permette la conservazione per dei corpi umani tramite la sostituzione dei liquidi con dei polimeri di silicone. Questa tecnica rende i reperti organici rigidi ed inodori, mantenendo inalterati i colori.
Von Hagens espone i corpi plastinati, in pose che riprendono celebri opere d’arte, nelle mostre intitolate Körperwelten (in inglese Body World), in cui, di fatto rende immortali i corpi , sottraendoli al loro destino di rifiuto.
Il procedimento è complesso e molto lungo temporalmente :
1. Imbalsamazione e dissezione anatomica: Il primo passo del processo consiste nel bloccare i processi degenerativi pompando formalina nel corpo attraverso le arterie. La formalina uccide i batteri e blocca il decadimento tissutale. Usando strumenti da dissezione vengono preparate le strutture anatomiche rimuovendo la pelle, il tessuto connettivo ed il tessuto adiposo.
2. Rimozione dal corpo di grasso e acqua: L’acqua ed i grassi solubili del corpo sono sciolti immergendo il cadavere in un bagno di acetone.
3. Impregnazione a forza: Questo secondo processo di scambio è il passaggio centrale della plastinazione. Durante l’impregnazione a forza del silicone (o un altro polimero analogo) rimpiazza l’acetone. Queste operazioni vengono svolte in contenitori sigillati ed il silicone viene inserito in questi contenitori in pressione in modo da penetrare in ogni cellula.
4. Posizionamento: Il corpo viene posizionato nella posizione desiderata ed ogni struttura anatomica è fissata con l’aiuto di spaghi, aghi e molette.
5. Solidificazione: Il passaggio finale è la solidificazione e il tempo ed il modo dipendono dal polimero usato. Certi polimeri solidificano per esposizione a gas, altri per esposizione a radiazioni UV ed altri ancora per esposizione a fonti di calore.

Il processo di plastinazione richiede in genere 1500 ore di lavoro ed un anno per essere completato. Le persone, ancora in vita (o a volte i parenti, post mortem), cedono il loro corpo all’artista, con la certezza di “durare” per sempre!

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