Solo raramente i taccuini di viaggio, Ording & Reda (http://www.ordning-reda.com/int/en-us/), che porto sempre con me, da decenni, hanno una connessione diretta con le fotografie che regolarmente eseguo. Il  “libretto” svedese, costosissimo, mio immancabile compagno di viaggio,  è costituito da materiali non inquinanti, naturali. La copertina è rigida e realizzata in tessuto ecologico (di diversi colori) montato su cartoncino riciclabile. La carta in esso contenuta è da  100 grammi, realizzata con pasta di cellulosa, per carta di elevata qualità. Spesso i libretti che compilo senza metodo nei miei viaggi, sono semplicemente delle “collezioni” di viste paesaggistiche, di dettagli architettonici, di “pezzi di città”. Quasi sempre contengono “memorie fisiche” del viaggio : piante essiccate, ricevute di ristoranti, biglietti dei trasporti pubblici, autoadesivi, ecc.. Quasi mai sono dei diari, quando lo sembrano, in realtà si tratta di annotazioni, di appunti descrittivi non cronologici. Il viaggio è per me un’occasione di fuga e di studio, al contempo di vacanza, di assenza. Lo studio dell’architettura e del paesaggio, nonché delle società che li hanno generati, consente di avere uno sguardo analitico/critico, che arricchisce il viaggiatore, facendogli apprezzare maggiormente la vacanza e l’unicità del luogo e delle suo genti. Spesso, quando viaggio con amici, non prendo appunti, ed i taccuini rimangono bianchi, una sorta di rispetto per l’amicizia. A volte gli appunti riguardano una ricetta o la realizzazione di un piatto, spesso solamente l’indirizzo di un luogo che mi ha particolarmente colpito. Questi libretti, quando li rileggo, quando li sfoglio, mi accorgo che sono delle vere e proprie “spremute di paesaggio”, talmente concentrate da fare bene al cuore ed all’animo.

Con il rispetto del copyright delle iommagini selezionate

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